Un viaggio che attraversa Monti Dauni, Tavoliere e Gargano, fatto di incontri, di ascolto e di normalità. È così che Rossella Falcone, candidata del Partito Democratico al Consiglio regionale, sta costruendo la sua campagna elettorale, concentrandosi – come lei stessa ripete – sulla necessità di “più umanità, meno burocrazia, più concretezza”.
Nei giorni che precedono il voto del 23 e 24 novembre, Falcone descrive il suo percorso come una scelta precisa: stare nelle case, nelle aziende, nei comuni, nei circoli e nei luoghi di lavoro, incontrando chi ogni giorno vive i problemi reali del territorio.
“Non prometto, spiego”: il metodo della candidata
Chi l’ha accolta parla di una presenza diversa dal solito: niente passerelle, nessuna regia. Solo incontri diretti. “Mi fido di Rossella perché sorride anche quando affronta i problemi”, dice una docente dei Monti Dauni. “La scelgo perché non promette, spiega”, aggiunge un commerciante del Tavoliere. Frasi semplici, che Falcone rivendica come parte del suo modo di fare politica: concretezza, trasparenza, calma, capacità di ascolto.
Il racconto dei territori: un mosaico di volti e comunità
Il video che accompagna il comunicato non è un prodotto elettorale classico: mostra mani che si stringono, piazze, aziende agricole, circoli culturali, anziani che raccontano la memoria dei luoghi. Un mosaico che rispecchia la Capitanata nelle sue tante identità.
Falcone – madre, manager e amministratrice – viene descritta come una figura “pragmatica e risolutiva”, apprezzata anche per il suo lavoro nel Cda di Acquedotto Pugliese, dove ha contribuito a risolvere criticità rimaste irrisolte per decenni.

“La politica deve tornare a essere presenza, non apparenza”
Falcone rifiuta la logica del leader da palco: “Non dico ‘seguitemi’. Dico ‘camminiamo insieme’”, spiega ai cittadini che incontra.
Il suo messaggio si fonda su una convinzione: ricostruire fiducia partendo dalla vita quotidiana, dai bisogni veri, dalle storie delle comunità. È questa la linea che ha seguito nei paesi visitati, da Rocchetta a Rodi, da Carlantino a Zapponeta, passando per Foggia e Torremaggiore.
Una campagna basata sulla normalità
Non ci sono slogan roboanti, ma un invito collettivo a ripartire dalla dignità e dalla forza della Capitanata. Una normalità che Falcone rivendica come valore politico: “La politica deve tornare dove è nata: tra la gente”.
Ed è forse proprio questa normalità – fatta di ascolto, presenza e concretezza – che sta diventando la cifra del suo percorso.










