Davanti ai cancelli delle fabbriche e nelle piazza per fronteggiare una “destra regressiva”.
L’onorevole Nicola Fratoianni è in Puglia con i candidati di AVS per spingere la lista. A Foggia ha avuto un incontro con la stampa e poi un appuntamento ai cancello dell’Iveco con i lavoratori.
Come ha spiegato AVS ha a livello nazionale un incremento nei voti e nel radicamento.
“Votare per AvS serve a battere la destra e serve dal giorno dopo le elezioni per immettere ulteriore qualità in questa terra”, ha detto in esordio.
Fedele Cannerozzi ha annunciato che Sinistra Italiana avrà presto un congresso provinciale subito dopo le elezioni. Foggia del resto è il primo circolo di Sinistra italiana in Puglia.
“Vogliamo un campo progressista forte, vogliamo che Avs cresca e abbiamo l’ambizione di crescere anche in Puglia. Abbiamo una crescita dal 2022 non solo in termini percentuali, ma stiamo crescendo ad ogni elezione con eletti e nostri rappresentanti. La crescita può essere più rapida o lenta ma è costante. In Puglia nello scorso consiglio non eravamo presenti. Sono piuttosto certo che Avs sarà significativamente forte in questa tornata e eleggerà i suoi consiglieri”.
Con Decaro non si è ancora discusso di postazioni o assessorati. “Non si discute della Giunta, non è buon costume. Dopo le elezioni discuteremo di quanti assessori spetteranno a ciascuna forza politica.Le ipotesi si faranno sapendo che la Giunta è competenza del presidente e si faranno dentro una relazione positiva. In Puglia vogliamo crescere. Tutti i sondaggi ci danno tra il 6 e il 7 per cento. Tale risultato è frutto di una crescita territorio per territorio, ogni crescita è relativa alle condizioni di partenza”.
Le critiche della sinistra al governo regionale di Michele Emiliano sono note. A Decaro AVS chiede un cambio di passo e dei miglioramenti. “Sono certo che Antonio Decaro col nuovo consiglio regionale avrà modo di intervenire sul suo programma”.
Netto sulle imprese. “La Regione come può svolgere una funzione di stimolo. La crisi del nostro Paese sta diventando insostenibile. In questo lunghissimo tour elettorale continuamente vengo accompagnato di fronte ad un cancello di una fabbrica che chiude non per crisi di prodotto o di mercato ma per crisi causate da operazioni finanziarie. Decaro e la sua coalizione dovranno ritrovare un protagonismo che non lasci soli i lavoratori e le lavoratrici. La Puglia da 20 anni è governata dal centrosinistra, io sono stato assessore per 3 anni e mezzo. È una regione che conosco in tutta la sua complessità. Occorre cambiare passo nella sanità, che è diventata la prima preoccupazione per gli italiani. Il governo Meloni continua a definanziare il sistema. Sono 6 milioni gli italiani, un numero impressionante, che hanno rinunciato alle cure. Bisogna intervenire anche su come si modifica il criterio nazionale di riparto del fondo del sistema sanitario nazionale che è ancora suddiviso in base all’età della popolazione. Sì è introdotto il criterio di Deprivazione socio economica, ma non basta.
Netto anche sulle rinnovabili, che sono state uno straordinario investimento degli anni di Nichi Vendola e hanno trasformato la Puglia nella Regione più importante per la transizione energetica. “Fu il frutto di una scelta politica. Non è che anche allora non si vedessero i rischi di questo processo
Il lavoro agricolo se è poco remunerativo viene sostituito dagli investimenti in energia. La sostituzione è un rischio concreto, la Regione deve fare un lavoro intelligente in modo da sostenere il lavoro innovativo agricolo. Le politiche pugliesi qualcosa lo hanno prodotto. Sulla lotta al caporalato si costruirono frontiere di innovazioni nemmeno immaginabili. Sì tratta di un equilibrio, il futuro della Puglia non può essere l’abbandono dell’agricoltura per fare solo energia rinnovabile”.
Fratoianni conosce bene anche i ghetti pugliesi. “Di fronte a questa vicenda bisogna rovesciare le politiche, c’è un gigante inghippo con la legislazione. C’è una legge che sforna irregolarità, abbiamo ancora la Bossi Fini con cui è impraticabile entrare in maniera regolare. Il decreto flussi è una estrema truffa: su 150mila migranti, solo l’8 per cento è regolare. Il governo agita la xenofobia e un diffuso sfruttamento della manodopera irregolare. Dobbiamo tutelare il diritto ad un reddito dignitoso, vorrei che chi lavora fosse garantito sui diritti. La Regione Puglia aveva messo in campo gli indici di congruità. Quando ero assessore portammo per la prima volta l’acqua pubblica di AqP nei ghetti. Non era mai stato fatto in Italia”.









