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Home - Neurochirurgia di Foggia, il dottor Colamaria: “Tecnologia e umanità per curare cervello e colonna, ridando speranza ai pazienti”

Neurochirurgia di Foggia, il dottor Colamaria: “Tecnologia e umanità per curare cervello e colonna, ridando speranza ai pazienti”

Dal trattamento della colonna vertebrale alla chirurgia mini-invasiva, dalla cura dei tumori cerebrali alla stimolazione profonda per il Parkinson: l'unità si conferma centro d’eccellenza che unisce tecnologia, ricerca e attenzione al paziente. Pasqualone: "Orgoglio per il Policlinico Foggia"

Di Redazione
6 Novembre 2025
in Foggia, Sanità & Salute
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La Neurochirurgia del Policlinico di Foggia, diretta da Antonio Colamaria, è oggi un centro di riferimento per il trattamento delle patologie del sistema nervoso centrale e periferico. Dalla colonna vertebrale ai tumori cerebrali, fino alla nuova frontiera contro il Parkinson, la Struttura Complessa si distingue per l’integrazione tra innovazione tecnologica, approccio multidisciplinare e attenzione globale al paziente. “La nostra missione è unire innovazione e umanità”, sottolinea Colamaria. “La tecnologia è uno strumento straordinario, ma al centro ci sono sempre le persone. Vogliamo offrire cure di eccellenza presso il Policlinico di Foggia, evitando i cosiddetti viaggi della speranza e garantendo percorsi completi, dalla diagnosi alla riabilitazione”.

“La Struttura Complessa di Neurochirurgia del Policlinico di Foggia rappresenta oggi un’eccellenza in costante crescita, capace di coniugare alta tecnologia, competenza professionale e attenzione umana verso il paziente – dichiara il Commissario Straordinario Giuseppe Pasqualone. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un importante sviluppo del reparto, sia sul piano organizzativo che tecnologico, con l’introduzione di apparecchiature di ultima generazione e l’adozione di metodiche chirurgiche sempre più avanzate e mini-invasive. Il percorso intrapreso è motivo di orgoglio per il Policlinico di Foggia, che continuerà a sostenere con convinzione l’innovazione, la ricerca e la formazione, nell’ottica di garantire all’utenza cure di eccellenza”.

Dal collo all’osso sacro: la neurochirurgia spinale


Uno dei settori di punta è la neurochirurgia spinale, dedicata al trattamento dei traumi e delle patologie della colonna. Gli interventi vengono eseguiti lungo tutto l’asse vertebrale, dall’occipite fino al sacro, sia per via anteriore che posteriore.

“Il nostro obiettivo – spiega Colamaria – è restituire stabilità, ridurre il dolore e migliorare la qualità della vita”. Tra i casi più complessi figurano le fratture cervicali C1-C2, tra le più delicate in assoluto, oggi trattate con tecniche che permettono di stabilizzare le vertebre senza compromettere la mobilità. Non meno rilevanti le patologie degenerative, come la stenosi lombare o le ernie discali, che possono compromettere autonomia e benessere.

Chirurgia mini-invasiva: la rivoluzione dell’endoscopia

Accanto alla chirurgia tradizionale, la Struttura Complessa di Neurochirurgia del Policlinico di Foggia ha introdotto un approccio mini-invasivo per il trattamento dell’ernia del disco lombare, grazie alla tecnica endoscopica. L’ernia viene rimossa attraverso un’incisione di pochi millimetri, senza danneggiare muscoli o ossa circostanti. “È una vera rivoluzione – precisa Colamaria – che consente al paziente di alzarsi già poche ore dopo l’intervento, con minori complicanze, ridotta perdita di sangue e tempi di recupero nettamente inferiori”.

Tumori cerebrali: il valore del lavoro di squadra

Negli ultimi anni è aumentato il numero di pazienti con tumori cerebrali trattati a Foggia: glioblastomi, meningiomi e metastasi. Per affrontare queste sfide, la Neurochirurgia si è dotata di un team multidisciplinare che coinvolge neurochirurghi, neurologi, radioterapisti, oncologi, anestesisti e rianimatori, genetisti, anatomopatologi e fisiatri. “Ogni caso viene discusso collegialmente – spiega Colamaria – così possiamo scegliere la strategia più appropriata già prima dell’intervento, valutando rischi, benefici e terapie post-operatorie. Dopo l’operazione seguiamo i pazienti con controlli costanti e indagini genetiche, che ci aiutano a personalizzare le cure. È un lavoro di squadra che riduce i rischi e aumenta le possibilità di successo”.

La dotazione tecnologica è tra le più avanzate: il neuronavigatore guida il chirurgo come un GPS all’interno del cervello; i microscopi con filtri fluorescenti distinguono il tumore dal tessuto sano; l’ecografo intraoperatorio consente verifiche in tempo reale e il monitoraggio neurofisiologico riduce il rischio di deficit post-operatori. Nei casi più complessi trova applicazione la Awake Surgery, con il paziente sveglio e collaborante durante l’intervento, per preservare funzioni vitali come linguaggio e movimento.

Parkinson: la nuova frontiera è la DBS frameless


Un capitolo innovativo riguarda la stimolazione cerebrale profonda (DBS), oggi applicata con metodiche frameless al morbo di Parkinson. Si tratta dell’impianto di sottili elettrodi intracerebrali collegati a un generatore che invia stimoli elettrici controllati e programmabili. “Con la DBS – afferma Colamaria – possiamo ridurre sensibilmente tremori, rigidità e rallentamenti, restituendo autonomia a pazienti che non rispondono più alle terapie farmacologiche. La novità è l’utilizzo di sistemi senza casco stereotassico (frameless), che rendono la procedura più rapida, precisa e meno invasiva, migliorando sicurezza e comfort”.

Cura e ricerca: un percorso integrato

Ciò che distingue la Neurochirurgia del Policlinico di Foggia è la presa in carico globale del paziente, che non si limita all’intervento, ma prosegue con la riabilitazione e un attento follow-up. “Ogni paziente è unico – ribadisce Colamaria – e il nostro compito è costruire percorsi personalizzati, con il contributo di diverse professionalità e il sostegno delle famiglie. In questo modo possiamo ridare dignità, speranza e qualità di vita”.

Accanto alla pratica clinica, la Struttura di Neurochirurgia partecipa a studi scientifici e programmi di ricerca, contribuendo alla crescita delle conoscenze in ambito neurochirurgico e alla formazione dei giovani specialisti. “Il futuro della medicina passa dalla ricerca e dalla collaborazione – conclude Colamaria –. Solo integrando competenze, tecnologie e umanità possiamo continuare a crescere e offrire al nostro territorio cure di livello sempre più alto”.

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