Distretti, poli della conoscenza e le filiere Puglia. È questo il programma che il candidato presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha rappresentato agli industriali di Confindustria Foggia.
Tra le proposte un unico centro per l’attrazione degli investimenti, denominato One Stop Shop, che metta insieme Invitalia, Puglia Sviluppo, Mediocredito e altre agenzie. Al centro dell’attenzione di Decaro c’è ovviamente l’acqua. “L’acqua reflua che esce dagli impianti di depurazione può essere affinata, ne abbiamo 7 già attivi di impianti, ce ne sono altri 33 in costruzione, possiamo arrivare a 60 milioni di metri cubi di acqua affinata per l’agricoltura e per l’industria. Poi c’è il tema della riduzione delle perdite, con il recupero del 2 per cento delle perdite recuperiamo altri 15 milioni di metri cubi importanti per affrontare la crisi idrica. Noi viviamo di acqua che arriva da altre regioni, per il 70 per cento in Molise, Irpinia e Basilicata. Oggi il collegamento più importante è col Liscione, ci vorrà qualche anno, abbiamo chiesto 158 milioni di euro al ministero per le infrastrutture, che può fare gestire ad una agenzia nazionale Acque Sud, le cui nomine le fa il governo”.
Agli imprenditori e al loro presidente Tito Salatto nella Sala Fantini l’europarlamentare dem ha dato molte risposte. Centrale è il turismo per la Puglia. “La città di Bari non riesce ancora a superare Vieste, una città mitologica. Il 70 per cento dei turisti si sposta per una esperienza culturale e il turismo fa il 10 per cento del Pil, abbiamo problemi di gentrificazione in alcuni luoghi. Ostuni e altri centri vivono il fenomeno dell’overtourism”.
Netto su logistica e fondi di Coesione. “Rischiamo di non avere le stesse risorse degli anni scorsi. Ma il 70 del Fesr sono impegnati. Spero di poter fare una operazione col PNRR col commissario Fitto se sarò presidente per il Pia e mini Pia che ha preso solo 370 milioni di euro”.
Foggia è ancora nel sottobosco della classifica di vivibilità stilata dal Sole 24 Ore sebbene abbia conquistato diverse posizioni, come ha rivendicato la sindaca Maria Aida Episcopo. “Le aziende non investono dove c’è la criminalità organizzata – ha detto Decaro -. Sicurezza e percezione di insicurezza sono spesso inversamente proporzionali. Ci sono dei reati pervasivi, va chiesto un aumento delle forze dell’ordine in questa provincia. C’è bisogno di una alleanza perché quelli non se ne vanno, sono una gramigna. Si infilano dove trovano economia. Oggi entrano nelle piattaforme dei b&b”.









