Duro sfogo di Manlio Anzivino, coordinatore cittadino di “CON” a Orsara di Puglia, dopo lo svolgimento della tradizionale festa dei Fucacoste e cocce priatorje, celebrata come ogni anno nella notte tra l’1 e il 2 novembre. In un lungo post pubblicato sui social, Anzivino ha espresso amarezza e indignazione per quello che definisce “uno stravolgimento della nostra identità e del senso profondo della festa”.
“La tradizione snaturata e deformata”
“La nostra tradizione, quella dei fuocacoste fatta di convivialità, fede e autenticità – scrive Anzivino – è stata snaturata, deformata, oserei dire violentata. Abbiamo assistito impotenti alla clonazione della Festa del Vino mixata con il Wild Fest”. Secondo l’ex amministratore, l’attuale amministrazione comunale sarebbe “sedotta dalla logica dell’affare e del profitto di pochi”, avendo permesso lo svolgimento di eventi assimilabili a “rave party” in luoghi non idonei e privi di servizi igienici e misure di sicurezza.
Critiche alla gestione e accuse di mancanza di rispetto
Nelle parole di Anzivino emerge una forte critica anche sul piano del rispetto religioso e civile: “Ancora più grave è stata la mancanza di rispetto nei confronti di chi, in preghiera o in processione, stava commemorando i propri defunti”.
L’ex assessore denuncia inoltre l’assenza di controllo da parte dell’amministrazione comunale: “Non è stata in grado di governare queste dinamiche. Dove è finita l’ordinanza? Chi ha permesso tutto questo? Chi è intervenuto per insabbiarla?”.
“Serve una riflessione profonda sulla direzione intrapresa”
Rievocando i ricordi d’infanzia legati alla festa, Anzivino conclude con un appello alla responsabilità collettiva: “Quando ero bambino, gli anziani ci dicevano che a mezzanotte finiva tutto, per rispetto delle anime dei defunti. Credo che oggi, tra ristoratori maleducati e amministratori comunali distratti, sia arrivato il momento di vergognarsi e di riflettere. Occorre una profonda critica su queste vicende che coinvolgono l’intera cittadinanza”.
Le parole di Anzivino hanno acceso il dibattito sui social, dove in molti hanno condiviso la sua posizione, aprendo una riflessione più ampia sul delicato equilibrio tra tradizione, turismo e rispetto delle radici culturali della comunità orsarese.











