Appena un giorno dopo l’avvio della produzione della nuova Jeep Compass e l’inizio della fase di salita produttiva, lo stabilimento Stellantis di Melfi è stato costretto a fermarsi. Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, la comunicazione della segretaria regionale della Ugl Metalmeccanici, Florence Costanzo, sulla sospensione dell’attività lavorativa per mancanza di componenti, segna un nuovo capitolo — seppur momentaneo — nel percorso di ripresa della fabbrica lucana.
Un percorso osservato con attenzione anche dalle aziende dell’indotto e dai loro operai, molti dei quali ancora in cassa integrazione. Il presidio permanente dei 95 addetti della Pmc, iniziato ieri davanti ai cancelli dello stabilimento, testimonia le incertezze che accompagnano questa nuova fase industriale.
Gli operai Pmc: “Ritmi aumentati ma tanti restano a casa”
“Abbiamo già chiesto a Stellantis di reintegrare tutti nello stabilimento centrale o di trovare per tutti una soluzione alternativa come la lavorazione di alcuni pezzi delle auto di nuova generazione prodotte nello stabilimento centrale. Stellantis non ha ancora risposto”, spiegano gli operai Pmc.
Gli stessi lavoratori denunciano inoltre che “dentro lo stabilimento centrale Stellantis continuano ad aumentare i ritmi e i carichi di lavoro, mentre tanti lavoratori restano a casa, per il momento in cassa integrazione”. Una situazione che alimenta la convinzione che la società franco-italo-statunitense possa presto internalizzare gli addetti, nell’ottica di ottimizzare la produzione e ridurre la dipendenza dalle aziende esterne.
Ricavi in crescita ma Borsa fredda
Nel frattempo, mentre a Melfi si fermano le linee, da Parigi e Amsterdam arrivano i numeri del terzo trimestre 2025: ricavi netti pari a 37,2 miliardi di euro, con un incremento del 13 per cento rispetto al 2024. A trainare la crescita sono soprattutto Nord America ed Emea (Europa allargata, Medio Oriente e Africa), mentre il Sud America mostra un lieve calo, passando da 4,2 a 3,9 miliardi di euro.
Le consegne consolidate ammontano a 1,3 milioni di unità, in aumento del 13 per cento (152mila in più rispetto all’anno precedente), grazie anche a un miglioramento del 35 per cento sul mercato nordamericano. Le vendite totali globali crescono del 4 per cento, sostenute anche dal buon andamento in Medio Oriente, Africa e Europa allargata.
Filosa: “Risultato incoraggiante, ma restiamo cauti”
“L’implementazione dei cambiamenti strategici sta offrendo ai nostri clienti una maggiore libertà di scelta. Il terzo trimestre ha evidenziato progressi positivi e una solida performance rispetto all’anno precedente, con il ritorno alla crescita dei ricavi. Si tratta di un risultato incoraggiante”, ha dichiarato l’amministratore delegato Antonio Filosa commentando i dati diffusi.
Il ceo ha poi aggiunto: “Stiamo intraprendendo azioni decisive per allineare le risorse, i programmi e i piani di Stellantis per sostenere una crescita redditizia a lungo termine, compreso il nostro annuncio recente sull’investimento di 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti”.
Nonostante i numeri positivi, però, la Borsa non ha reagito con entusiasmo: i titoli Stellantis hanno registrato un calo fino al 10 per cento dopo la pubblicazione dei conti. Gli analisti restano cauti, segnalando che l’outlook per la seconda metà dell’anno non ha convinto i mercati.













