È stato un confronto dai toni civili ma con inevitabili momenti di tensione quello andato in onda su Telenorba, dove si sono affrontati per la prima volta i due candidati alla presidenza della Regione Puglia: Antonio Decaro per il centrosinistra e Luigi Lobuono per il centrodestra. A moderare il dibattito, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, il direttore del Tg dell’emittente, Domenico Castellaneta, e il vicedirettore Antonio Procacci.
Decaro: “Ho tentennato troppo, ma non volto le spalle alla mia terra”
L’ex sindaco di Bari ha spiegato di aver esitato ad accettare la candidatura, ma di sentirsi ora pienamente motivato: “A Bisceglie forse non ero pronto, ma io non volto le spalle alla mia terra. Mi è stato chiesto di candidarmi e ho accettato, mettendo da parte le polemiche”. Decaro ha sottolineato il valore della sua lista civica, “per dare spazio a voci nuove provenienti dal mondo dello sport, dell’associazionismo e della solidarietà”.
Qualche scintilla è scoccata quando Lobuono gli ha chiesto perché avesse “accantonato Emiliano”. Decaro ha ribadito: “Ho ritenuto inopportuna la loro presenza, perché chi deve muoversi in libertà non può essere condizionato”. Poi, sul rapporto con il governo nazionale, ha chiarito: “Con il governo Meloni non ho nulla a che fare, ma da sindaco ho sempre collaborato con tutti i governi, nel rispetto delle istituzioni. Ho difeso in Europa Raffaele Fitto, dicendo che non era né un fascista né un anti-europeista”.
Crisi idrica: l’acqua come priorità
Sul fronte della siccità, Decaro ha rivendicato di aver chiesto al Ministero delle Infrastrutture di finanziare la nuova condotta Molise-Puglia, “perché l’acqua non è una questione regionale ma nazionale”. Ha indicato anche la necessità di “affinare le acque di depurazione e ridurre le perdite”, stimando un possibile risparmio fino a 20 milioni di metri cubi.
Lobuono ha criticato la gestione passata: “Da vent’anni si parla di emergenza idrica. Senza acqua non c’è vita. Serviva una programmazione seria e di lungo periodo. È la prova dell’inefficienza di chi avrebbe dovuto agire per tempo”.

Sanità, liste d’attesa e pronto soccorso
Sulla sanità i due candidati hanno offerto visioni diverse. Lobuono ha parlato di “collasso dei pronto soccorso” e della necessità di “formare e assumere più medici, non inaugurare ospedali vuoti”. Decaro ha replicato che “non è un problema di assunzioni, ma di mancanza di medici d’urgenza, una specializzazione ormai poco scelta perché non lascia spazio alla libera professione. Serve una norma nazionale per retribuire meglio chi lavora nei pronto soccorso”.
Sulle liste d’attesa, Decaro propone un “centro unico per le prenotazioni e la lotta alle prescrizioni inappropriate”, mentre Lobuono suggerisce di “liberare le liste se il paziente ottiene privatamente la prestazione, per recuperare decine di migliaia di posti”.
Ilva, edilizia e crisi demografica
Sulla vertenza dell’ex Ilva, entrambi si sono detti favorevoli alla decarbonizzazione. Decaro ha proposto la nazionalizzazione dell’acciaieria “se l’acciaio è strategico per il Paese”, mentre Lobuono ha ribattuto: “Lo Stato non deve fare impresa, deve solo creare le condizioni perché le imprese possano lavorare in sicurezza”.
Quanto all’edilizia, Decaro ha invocato una “rigenerazione urbana che sostituisca la logica del costruire ancora in un contesto di inverno demografico”, mentre Lobuono ha insistito sulla messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente “sull’esempio di Valencia”.
“No ai voltagabbana”
A chiusura del confronto, entrambi i candidati hanno trovato un punto d’intesa sul “patto contro i voltagabbana” in consiglio regionale. “Sono d’accordo e ho già agito in questo senso nella composizione delle liste”, ha detto Decaro. Lobuono ha risposto: “Il trasformismo nasce dagli interessi di poltrone. Io sono sempre stato di area centrodestra e resto fedele ai miei valori”.
Un dibattito equilibrato, dunque, in cui i toni pacati non hanno impedito di marcare le differenze di visione tra i due sfidanti per la guida della Puglia.













