“Un’amicizia fraterna” tra foggiani e montanari, questo emerge dalla fitta rete di contatti epistolari tra Emiliano Francavilla detto “Melone”, uno dei vertici della batteria Sinesi-Francavilla del capoluogo dauno, e Enzo “Renzino” Miucci, boss reggente del clan Li Bergolis-Miucci. Le lettere, comparse nel maxi fascicolo “Mari e Monti”, operazione che ha coinvolto 50 persone ritenute appartenenti all’organizzazione criminale garganica, confermerebbero la storica alleanza tra il gruppo mafioso fondato a Monte Sant’Angelo da Ciccillo Li Bergolis e le famiglie mafiose foggiane guidate dal capoclan storico Roberto Sinesi, suocero di Antonello Francavilla, fratello maggiore di Emiliano.
Le missive finite agli atti risalgono al periodo del Covid, quando Francavilla era detenuto a Tolmezzo e Miucci a Palermo. “Penso di uscire per fine anno a detenzione domiciliare – scrisse il boss foggiano -. Ti aggiornerò nelle prossime lettere. Comunque seriamente saremo noi il vero virus quando usciremo. AHAHAHA! Ho tanto da sfogare. Mio fratello (Antonello, ndr) ha il fine pena a settembre, poi se gli daranno i domiciliari esce. O io o lui è la stessa cosa perché lui sta più incazzato di me”.
Successivamente Francavilla fece riferimento alla maxi evasione del 9 settembre 2020 dal carcere di Foggia e alla cattura, oltre un mese dopo, di alcuni fuggitivi tra cui il boss di Mattinata, Francesco Scirpoli, il manfredoniano Michele Lombardi, figlio del boss Matteo e il sanseverese Angelo Bonsanto, sorpresi in una cava di Apricena insieme a Pietro La Torre detto “U’ Muntaner” che era già latitante da circa un anno e mezzo. Tutti acerrimi rivali dei montanari Li Bergolis. “Poi una volta fuori – scrisse Francavilla a Miucci – o io o lui (Antonello, ndr) vedremo di contattare il tuo amico e tuo fratello per quanto riguarda quelli che erano evasi dal carcere di Foggia e sono stati presi nella cava insieme all’altro cornuto che era latitante da un anno e più. Ho già capito tutto… anche la schifezza che fecero a tuo fratello! Ora dobbiamo solo uscire”. Riferimento all’attentato del novembre 2019 a Dino Miucci, fratello maggiore di Enzo, scampato alla morte mentre si trovava in auto nella zona industriale di Manfredonia.
Messaggi di affetto e fratellanza in un’altra lettera: “Io con te sono e sarò sempre trasparente in tutto perché sei mio fratello in tutto. Se io dovessi uscire provvederò a far maturare i frutti marci, stai tranquillo. Io, tu e qualche altro nostro fratello saremo come mariti e mogli. Bisogna solo uscire, vedrai!”
Infine, dopo alcune raccomandazioni su sport e attività fisica, il messaggio di saluto: “Fratello mio non dimenticare mai che io con te andrò anche all’inferno a fare la scotolata. Sai che sei la mia vita. Ora non mi resta che salutarti e abbracciarti forte forte al mio cuore con bene e amore fraterno. Non vedo l’ora di stringerti al mio cuore di persona. Sei sempre nei miei pensieri e per te ci saremo per sempre e ovunque. Ti auguro ogni bene e salutami la tua bella e stimata famiglia. Tuo fratello Emiliano. TVB fooort fooort“.










