Il quartiere ferrovia di Foggia continua a cambiare volto, ma non in meglio. Secondo le segnalazioni del gruppo civico “Difendiamo il quartiere Ferrovia”, sarebbero in allestimento due nuovi minimarket “fotocopia”: uno in via Montegrappa, negli ex locali di Stockhouse, e un altro in via Trieste, nei pressi dell’attuale market afghano. Due nuove aperture che, denunciano i cittadini, confermano una tendenza ormai fuori controllo.
“Nel 2016 contavamo poco più di quaranta attività identiche — spiegano dal gruppo — nel 2024 erano già 72, oggi siamo attorno alle ottanta. Minimarket h24, money transfer, phone shop e ristorini uguali tra loro stanno colonizzando poche strade, con effetti devastanti su decoro, sicurezza e qualità della vita”.
“I proprietari sono parte del problema”
Il comunicato non risparmia critiche ai locatori. “Chi affitta senza porsi domande alimenta il degrado per qualche euro in più. L’affitto è una scelta che incide sul tessuto urbano. Se un locale viene usato come dormitorio o cambia destinazione d’uso senza titolo, è abuso edilizio. E la legge parla chiaro”.
Nel mirino finiscono anche i pianterreni commerciali trasformati in alloggi di fortuna: “Basta guardarsi intorno — scrivono — nomi nuovi sui citofoni, locali con finestre sigillate, impianti improvvisati, sovraffollamento. Tutto questo è pericoloso e illegale”.
“Comune e SUAP, servono controlli veri”
Il gruppo chiede ispezioni congiunte di Polizia Locale, Asl e Ufficio Tecnico, sospensioni e, se necessario, revoche dei titoli commerciali. “Non bastano più i timbri o le Scia formali: serve una verifica sostanziale, controlli a tappeto sul rispetto dei requisiti igienico-sanitari, antincendio e urbanistici”.
Il documento richiama le norme nazionali e regionali — dal DPR 380/2001 al Codice del Commercio della Puglia (L.R. 24/2015) — che permettono ai Comuni di pianificare e porre vincoli per tutelare aree sensibili. “Chiediamo da anni che il quartiere Ferrovia sia riconosciuto come zona di interesse storico-urbanistico, per evitare l’effetto fotocopia e favorire attività compatibili con la residenza e la storia del luogo”.
“La legge deve essere uguale per tutti”
“Un ristoratore foggiano che apre un’attività è obbligato a rispettare ogni regola, dai bagni a norma al manuale HACCP — concludono —. Non è accettabile che altri possano operare senza controlli. Il Comune faccia la sua parte, i proprietari scelgano da che parte stare. Il tempo delle scuse è finito”.










