Brillante operazione della Polizia penitenziaria nella Casa circondariale di San Severo, dove nella mattinata di ieri gli agenti hanno rinvenuto quattro smartphone completi di caricabatterie nascosti all’interno di una cella occupata da cinque detenuti.
A rendere nota la notizia è stato Gennaro Ricci, segretario regionale della Cgil Polizia penitenziaria, che ha espresso pieno apprezzamento per il lavoro svolto dal personale in servizio.
“La capacità operativa della Polizia penitenziaria sanseverese si è dimostrata ancora una volta di altissimo livello – ha dichiarato Ricci –. Nonostante l’organico ridotto ai minimi termini, grazie a indagini accurate e a un eccellente intuito investigativo, si è riusciti a portare a termine un’operazione che conferma l’impegno e la professionalità degli agenti”.
Gli smartphone sequestrati e le denunce
I telefoni e i relativi accessori sono stati immediatamente sequestrati, mentre i cinque detenuti coinvolti sono stati denunciati ai sensi dell’articolo 391-ter del codice penale, che punisce l’accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di persone private della libertà.
Secondo quanto riferito, il blitz si inserisce in un più ampio piano di controlli e attività preventive volto a contrastare l’introduzione di strumenti e sostanze illecite all’interno dell’istituto penitenziario.
Ricci: “Eccellente intuito investigativo”
“Questa operazione – ha aggiunto Ricci – fa parte di una serie di interventi costanti portati avanti dal personale del carcere di San Severo per garantire sicurezza e legalità. Ancora una volta, la polizia penitenziaria locale dimostra elevate doti professionali e un non comune intuito investigativo”.
L’episodio conferma la determinazione degli agenti nel mantenere alto il livello di vigilanza, nonostante la cronica carenza di personale e l’aumento dei tentativi di introduzione di dispositivi e materiali vietati nelle carceri italiane.











