All’interno del Partito democratico pugliese si lavora a una difficile opera di mediazione per ricomporre lo strappo tra Antonio Decaro e Michele Emiliano, i due principali protagonisti della scena politica regionale degli ultimi anni. L’obiettivo – riferisce Repubblica Bari – è quello di arrivare a una tregua prima che la campagna elettorale per le Regionali entri nel vivo, con la presentazione delle liste e l’avvio ufficiale della corsa alla presidenza.
L’ipotesi di un assessorato per Emiliano nella giunta Decaro
Sul tavolo ci sarebbe una proposta precisa: la nomina di Emiliano come assessore esterno nella futura giunta regionale, qualora Decaro – come indicano i sondaggi – dovesse vincere le elezioni. Si tratterebbe di uno dei due posti riservati dalla legge a figure non elette in Consiglio regionale.
Un gesto di apertura, dunque, da parte dell’europarlamentare e candidato presidente, che intende così ricucire i rapporti con il governatore uscente dopo mesi di tensioni interne. Tuttavia, secondo le indiscrezioni raccolte da Repubblica Bari, l’offerta non sarebbe stata ritenuta sufficiente da Emiliano per archiviare definitivamente le divergenze, e per ora le posizioni restano distanti.
L’assenza di Emiliano e la tregua armata nel Pd pugliese
A confermare la freddezza tra i due è anche l’atteggiamento pubblico del presidente della Regione, che finora non ha partecipato ad alcun evento elettorale di Decaro. Emiliano era assente, ad esempio, all’inaugurazione del comitato elettorale del candidato in corso Vittorio Emanuele a Bari.
Anzi, proprio in quella giornata, intervenendo in una trasmissione televisiva, il governatore ha lanciato una frecciata: “In Puglia abbiamo 40 punti di vantaggio nei sondaggi, sono vent’anni che governiamo questa regione. Abbiamo questo vantaggio ora che Decaro non è ancora presidente. Vedremo fra cinque anni quanti punti avrà”.
Dopo il passo indietro di Emiliano, determinato anche dal veto posto da Decaro sulla sua candidatura, i due non si sono più incontrati di persona. L’ultimo confronto risale all’estate; in questi mesi si sarebbero sentiti soltanto al telefono. Una “tregua armata”, dunque, mentre nel partito cresce la preoccupazione per le conseguenze politiche di una frattura ancora aperta.
Il futuro politico di Emiliano e i suoi fedelissimi in campo
Nel frattempo, Emiliano guarda già oltre la fine del mandato. Secondo Repubblica Bari, il governatore uscente ha incassato la promessa di una candidatura al Parlamento nel 2027, ma resta da capire cosa farà nel periodo di transizione: tornerà in magistratura con un incarico “fuori ruolo” o accetterà, come nel 2014 al Comune di San Severo, un ruolo politico di secondo piano?
Intanto, Emiliano continua a muoversi dietro le quinte, puntando sui suoi fedelissimi: il parlamentare Ubaldo Pagano nel collegio di Bari, il segretario regionale e vicecapo di gabinetto della Presidenza Domenico De Santis nella Bat, e il consigliere uscente Cosimo Borraccino a Taranto.
Il Pd pugliese, intanto, resta sospeso tra la necessità di mostrare unità e la realtà di un dualismo che continua a condizionare la campagna elettorale. L’ipotesi di un assessorato per Emiliano potrebbe essere la chiave per evitare una frattura definitiva. Ma, come scrive Repubblica Bari, “la tregua per ora è soltanto una parola”.












