È stato condannato a due anni di reclusione per evasione dai domiciliari Tommaso Morra, 48 anni, di Cerignola, già noto alle cronache per il tentato assalto al caveau della società Vedetta 2 Mondialpol di Cazzago San Marino, in provincia di Brescia. La nuova sentenza è stata pronunciata ieri dal giudice monocratico del Tribunale di Foggia, al termine del processo per direttissima iniziato all’indomani della sua cattura, avvenuta lo scorso 17 agosto dopo sei mesi di latitanza.
La condanna per l’evasione e la lunga latitanza
Morra, che si nascondeva nella sua abitazione di Cerignola, era evaso quando la Corte di Cassazione, a febbraio 2025, aveva reso definitiva la condanna per il tentato colpo milionario. Dopo l’arresto, l’uomo si era avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice; il processo, rinviato su richiesta della difesa, si è ora concluso con il rito abbreviato, che gli ha consentito di ottenere la riduzione di un terzo della pena.
Il pubblico ministero aveva chiesto un anno e otto mesi, mentre il difensore aveva sollecitato il minimo della pena. Il giudice ha disposto la condanna a due anni e la concessione dei domiciliari per questa imputazione, ma Morra resta comunque detenuto in carcere per scontare la condanna principale a 9 anni, 6 mesi e 25 giorni relativa al tentato assalto al caveau.
Il colpo fallito da 83 milioni e la banda del caveau
Tommaso Morra era stato fermato il 10 marzo 2022 nei pressi di Brescia, insieme ad altri trenta uomini. Era uno dei presunti organizzatori del colpo al caveau della Vedetta 2 Mondialpol, una rapina che avrebbe potuto fruttare 83 milioni di euro.
Le indagini della Dda lombarda e della Polizia di Stato avevano svelato la rete criminale composta da cerignolani, foggiani, ortesi, garganici e calabresi, che stava preparando l’assalto in un capannone a Cazzago San Marino, utilizzato come base logistica. Durante il blitz, gli agenti sequestrarono armi da guerra, tra cui quattro mitra, un fucile a pompa, due pistole, giubbotti antiproiettile, chiodi a tre punte, munizioni e nove auto e furgoni rubati.
Il piano prevedeva di sfondare con un escavatore il muro della struttura per fare irruzione armati nel caveau e impossessarsi del denaro.
Dalla condanna in primo grado alla fuga
Morra fu condannato in primo grado, nel luglio 2023, a 16 anni e 4 mesi di reclusione per tentata rapina aggravata, possesso di armi da guerra e furto di veicoli. In appello la pena venne ridotta a 12 anni e 6 mesi, poi confermata dalla Cassazione nel febbraio 2025.
Dopo un anno in carcere, nel 2024 aveva ottenuto i domiciliari a Cerignola, ma alla notizia della condanna definitiva si era dato alla fuga per evitare il ritorno in cella. La sua latitanza era finita il 17 agosto scorso, quando la Polizia lo aveva rintracciato e arrestato nella sua abitazione. Ora, ai quasi dieci anni di pena residua, si sommano i due anni inflitti per l’evasione.











