Un imprenditore foggiano sarebbe stato minacciato, offeso, provocato e persino colpito con schiaffi alle spalle e sulla schiena per costringerlo a versare una somma di denaro, nonostante i lavori affidati in subappalto non fossero stati portati a termine. I fatti risalgono al maggio del 2022 e hanno portato alla denuncia per percosse e altri reati. Oggi, il presunto aggressore è a processo davanti al tribunale di Foggia con l’accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulla persona, un reato complesso che comprende violenza privata, minaccia e percosse, al limite dell’estorsione, ipotesi inizialmente formulata dalla Procura.
La deposizione dell’imprenditore
Alla scorsa udienza del 16 settembre 2024, davanti al giudice monocratico Perrone, l’imprenditore ha ripercorso l’intera vicenda, chiarendo che il suo obiettivo non è di natura risarcitoria. “Il mio obiettivo non è risarcitorio – ha dichiarato – ma di legalità e di normale convivenza civile, messa a dura prova da quanto accaduto”. Ha ribadito la disponibilità a rimettere la querela, ma solo a fronte dell’accettazione e del pagamento delle spese legali e processuali.
La nota del legale
Il difensore della parte civile, Saverio di Jorio, ha definito la vicenda “emblematica, una sorta di giustizia fai da te con la volontà consapevole di sostituire l’arroganza e la prepotenza alla giurisdizione”. Secondo l’avvocato, il caso si caratterizza per “pressing, violenza verbale, aggressività, intimidazione allusiva, provocazioni e percosse”, fino alla frase ritenuta gravissima e ripetuta dall’imputato: “che devo mettere di mezzo i cristiani…”, giudicata suscettibile di gravi interpretazioni e decisiva per la scelta dell’imprenditore di sporgere querela.
Le prossime udienze
La parte civile si è costituita lo scorso 7 marzo 2024, nell’udienza predibattimentale. Ora il processo prosegue: alla prossima udienza sarà ascoltato il sottufficiale dei carabinieri intervenuto immediatamente dopo l’aggressione, chiamato dalla centrale operativa.
Il procedimento resta aperto e centrale per stabilire non solo le responsabilità individuali, ma anche un principio che la parte offesa ha voluto ribadire con forza: la necessità di riaffermare la legalità in un contesto segnato da episodi di prepotenza e intimidazione.










