Si è svolta ieri, 30 settembre 2025, al Palazzo della Provincia di Foggia, l’iniziativa “La forza dell’integrità”, occasione per presentare il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici nei Comuni post-scioglimento. Lo strumento nasce dal lavoro condiviso tra ANAC, Prefettura di Foggia, ANCI Puglia e sei Comuni della Capitanata e del Barese – Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata, Cerignola e Orta Nova – firmatari del protocollo siglato lo scorso 26 giugno.
L’obiettivo è rafforzare i presìdi di trasparenza, legalità ed etica amministrativa, soprattutto nelle realtà più fragili ed esposte al rischio di infiltrazioni mafiose, creando un regolamento unico da recepire formalmente nelle amministrazioni coinvolte.
Una comunità che si organizza contro le mafie
L’incontro, moderato da Alfredo Mignozzi, segretario generale del Comune di Foggia, ha visto la partecipazione di istituzioni, amministratori locali, autorità religiose, mondo accademico, giornalisti e società civile. Tra gli interventi, quelli del presidente ANAC Giuseppe Busia, del prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco, della sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, del presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti e della vicepresidente ANCI Puglia Giovanna Bruno, insieme agli arcivescovi Giorgio Ferretti e Franco Moscone.
Sul piano tecnico hanno illustrato il Codice Consuelo del Balzo (ANAC), Angelo Caccavone (viceprefetto di Foggia) e Giacomo Scalzulli (RPCT Comune di Manfredonia). Le conclusioni sono state affidate ai sindaci di Cerignola, Manfredonia, Orta Nova e alla vicesindaca di Monte Sant’Angelo Rosa Palomba, che ha sottolineato: “Il nuovo Codice rappresenta un passo fondamentale per rafforzare trasparenza e fiducia tra cittadini e istituzioni. Monte Sant’Angelo, insieme agli altri Comuni, conferma il proprio impegno a costruire una comunità più forte e giusta, capace di spezzare i legami con le infiltrazioni criminali”.
Le voci dei protagonisti
Il sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo ha ricordato il percorso di legalità avviato dalla sua comunità: “Dall’adesione ad Avviso Pubblico al tavolo permanente sulla legalità, fino alla Carta scritta con i ragazzi delle scuole: continueremo a contrapporre alla criminalità organizzata una comunità organizzata”.
Per il presidente ANAC Busia “serve un modello di comportamento fondato sull’integrità e sulla trasparenza, capace di integrare le strategie anticorruzione e aprire un dialogo costante con i cittadini. Il Foggiano diventa laboratorio di innovazione istituzionale per spezzare i legami con le mafie e diffondere buone pratiche”.
La vicepresidente ANCI Puglia Giovanna Bruno ha aggiunto: “Trasparenza, sicurezza e legalità sono fondamentali per ricostruire fiducia e coesione sociale. Il nuovo Codice, insieme al regolamento sulle stazioni appaltanti e ai protocolli territoriali, rafforza i presìdi anticorruzione. Ma serve anche una cultura condivisa della legalità, che nasce dal fare rete tra istituzioni e comunità”.
Legalità come pratica quotidiana
“La forza dell’integrità” si inserisce in un percorso di lungo periodo che punta a trasformare la legalità in valore condiviso e pratica quotidiana, non solo attraverso norme e regolamenti, ma anche con iniziative educative e culturali. Un cammino che, partendo dai Comuni sciolti per mafia, intende ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e restituire dignità a territori troppo spesso segnati dall’ombra della criminalità organizzata.











