Un gioiello che racconta una storia millenaria, un ponte tra mito e memoria. L’orafa Maria Giovanna Iervolino, nel suo laboratorio di Peschici, ha deciso di ridare vita a un reperto straordinario rinvenuto nella necropoli paleocristiana di Monte Pucci: un anello in oro del I secolo d.C. con incisa su un’agata blu la figura dell’eroe greco Diomede che regge il Palladio, la statua sacra di Atena trafugata da Troia insieme a Ulisse.
Un reperto unico tra mito e archeologia
L’anello sigillo originale, conservato presso il museo civico di Vico del Gargano, rappresenta una delle più antiche raffigurazioni di Diomede mai rinvenute sul territorio. Simbolo di un legame profondo tra mito e terra garganica, l’oggetto affonda le sue radici nella leggenda che vuole l’eroe approdato sulle coste della Puglia dopo l’esilio, accolto dal re dei Dauni e sposo di sua figlia. A Diomede sono legati i miti delle Tremiti, nate – secondo la tradizione – dai sassi che avrebbe portato da Troia, e le “Diomedee”, gli uccelli marini che la leggenda identifica nei suoi compagni trasformati da Afrodite.
Il lavoro dell’artista
Per Iervolino, la riproduzione dell’anello non è stata solo una sfida tecnica, ma anche un atto d’amore verso la propria terra. “La parte più complessa – racconta – è stata l’incisione della pietra, un gesto che richiede tempo, precisione e soprattutto rispetto per il simbolo che si sta riproducendo”. Documentando ogni fase del lavoro, l’orafa ha restituito nuova vita a un manufatto che racchiude mito, archeologia e identità garganica.
Un ponte tra passato e presente
“Non è solo un gioiello – spiega Iervolino – ma un ponte tra memoria e presente. Con questa riproduzione voglio permettere a più persone di conoscere un reperto straordinario e ricordare che il mito non appartiene soltanto al passato”.
Il sigillo originale sarà visibile al pubblico sabato 27 settembre 2025 presso il museo civico di Vico del Gargano, offrendo l’occasione unica di ammirare da vicino un tesoro che lega la storia classica alle radici del territorio garganico.












