“La mafia foggiana è cambiata grazie al fatto che ha subito dei colpi molto importanti, grazie al lavoro delle polizie, delle forze dell’ordine e della magistratura. Non è però cambiata nella sua identità. È cambiata nei suoi metodi, nel senso che l’aspetto militare in qualche modo sta lasciando il passo a degli aspetti più imprenditoriali. Però in questo caso parliamo specificamente di mafia garganica, sebbene sia coinvolta in qualche modo anche la mafia foggiana“. Lo ha detto il coordinatore della Dda di Bari, Francesco Giannella, a margine della conferenza stampa della Procura della Repubblica di Bari in merito all’uccisione di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella, avvenuta ad Apricena, in provincia di Foggia, il 20 giugno 2017 e rispetto alla quale alle prime ore del mattino la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Scirpoli e Pietro La Torre, entrambi già in galera per altre vicende, il primo detenuto a Fossombrone, il secondo a Cuneo al 41bis.
Scirpoli sta finendo di scontare oltre 8 anni definitivi per la rapina ad un blindato a Bollate ed è imputato nel processo per mafia “Omnia Nostra” in cui la DDA ha chiesto per lui 19 anni di reclusione. Anche La Torre è alla sbarra in “Omnia Nostra” accusato di mafia e del tentato omicidio di Giovanni Caterino, basista della strage di San Marco in Lamis. L’accusa ha invocato per lui 30 anni di carcere.










