Un intero piano, il Pinqua, finanziato con fondi PNRR, è stato perduto dal Comune di Foggia perché i tempi di esecuzione delle opere non sono compatibili con la scadenza della linea di finanziamento, ossia la fine del 2026.
Il gruppo dei Fratelli d’Italia da tempo dà battaglia sull’argomento stigmatizzando lungaggini e inefficienze. “La colpa è dell’amministrazione comunale che non ha saputo gestire la linea di finanziamento e riteniamo che si tutti i PNRR ci siamo forti ritardi, lo abbiamo detto in tempi non sospetti e chiedemmo in Consiglio comunale una commissione d’inchiesta che ci è stata bocciata. E da un ultimo c’è stata una interpellanza a cui ancora non ci è stata data risposta. Riteniamo che i fondi siano a rischio, ci dispiace perché la città avrebbe potuto avere una riqualificazione di una zona sensibile come il Rione Candelaro e in particolare avrebbe potuto avere una piazza di quartiere, un parco e dei giardini pubblici. Questa per noi è la sconfitta maggiore”, rimarca il capogruppo meloniano Claudio Amorese.
“Sono quasi due mesi che non ci sono consigli comunali – aggiunge la vicepresidente del Consiglio Concetta Soragnese – ci sono lentezze nell’esecuzione delle opere, tutta una serie di lavori è ferma in città”. Soragnese denuncia anche l’assenza di un ufficio preposto per monitorare la presenza di fondi di finanziamento e coordinare le opere.
Tanti i lavori “al palo” secondo la mappa di Amorese. “Mi vengono in mente alcune opere già in piedi e realizzate come il Croci Nord pronto da tempo e non si sa ancora perché non parta. Mi viene in mente la piscina olimpionica ferma da tempo perché servivano delle somme aggiuntive che l’ingegnere Affatato aveva individuato e che stranamente sono ferme. Oppure l’anfiteatro che ha avuto una ripartenza ma il cui cronoprogramma è molto in ritardo. Le opere pubbliche qualificano una città, se il settore opere pubbliche è in difficoltà significa che c’è una gestione politica carente. Noi abbiamo individuato le responsabilità fissando delle priorità”.
Soragnese completa la lista. “Mi sento di citare anche altre strutture, come il Centro polifunzionale di Via Petrucci per cui paghiamo solo la guardiania, c’è il centro Palmisano, c’è il centro antiviolenza su Via D’Addedda”.









