Dopo decenni di inattività, la storica struttura di Villa Torre Bianca, ai piedi di Candela e a due passi dal casello della A16, è stata restituita alla comunità con l’inaugurazione di un moderno polo sociosanitario. Un intervento atteso da oltre 40 anni, reso possibile grazie ai fondi FESR, che oggi diventa un punto di riferimento non solo per Candela ma per l’intera Capitanata.
I servizi offerti
Il polo ospita un centro diurno da 30 posti e una comunità socio-riabilitativa residenziale da 16 posti letto, con l’impiego di circa 35 operatori tra oss, ausiliari, medici, infermieri, educatori, fisioterapisti, autisti e addetti alla cucina. Una realtà capace di rispondere concretamente ai bisogni di cura e assistenza del territorio, soprattutto delle aree interne dei Monti Dauni.
La cerimonia di apertura
All’inaugurazione hanno preso parte autorità civili e politiche: il sindaco di Candela Nicola Gatta, l’europarlamentare Francesco Ventola, la senatrice Annamaria Fallucchi, l’onorevole Giandonato La Salandra e l’intera amministrazione comunale. Numerosi anche i cittadini presenti, a testimonianza dell’attesa e dell’importanza di un progetto che segna una svolta per la comunità.
Le parole del sindaco Gatta
“L’inaugurazione del polo sociosanitario di Villa Torre Bianca è un momento storico non solo per Candela, ma per tutto il territorio – ha dichiarato il sindaco Nicola Gatta –. Le aree interne hanno bisogno di strutture di medicina territoriale e questo polo rappresenta un ottimo inizio. È frutto di una splendida sinergia politica e istituzionale e di una programmazione seria e coordinata. Come responsabile unico del CIS Capitanata mi impegnerò a potenziare ulteriormente il comparto della sanità territoriale, perché i Monti Dauni ne hanno assoluto bisogno”.
Un simbolo di rinascita
Con l’apertura di Villa Torre Bianca, Candela non solo recupera una struttura rimasta abbandonata per troppo tempo, ma dimostra come il buon uso delle risorse europee possa tradursi in servizi concreti per i cittadini. Un polo destinato a diventare il fulcro della sanità territoriale nei Monti Dauni, esempio di come la sinergia tra istituzioni e comunità possa portare risultati tangibili e duraturi.












