Tre dei cinque consiglieri regionali uscenti del Movimento 5 Stelle non saranno della partita alle prossime elezioni per il Consiglio regionale della Puglia. Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, resta un clima di incertezza e tensione sulle scelte interne al Movimento, che sosterrà la corsa alla presidenza di Antonio Decaro. La regola dei due mandati limita fortemente le possibilità di ricandidatura: solo due uscenti potranno essere confermati, mentre altri dovranno farsi da parte.
In pole per la riconferma figurano la foggiana Rosa Barone, già assessora al Welfare nella giunta Emiliano, e Cristian Casilli. L’ultima casella, a discrezione del presidente Giuseppe Conte, se la contendono Marco Galante e Grazia Di Bari. Quest’ultima, durante il consiglio regionale di venerdì, ha lamentato l’assenza di informazioni sui tempi di decisione. Fuori dai giochi, invece, Antonella Laricchia, che da tempo aveva annunciato di non voler correre nuovamente.
Autocandidature e territorio
Fino alle 22 del prossimo 23 settembre resterà aperta la piattaforma per l’autocandidatura. “Chi ha i requisiti potrà proporsi – ha spiegato Rosa Barone – fermo restando che il presidente potrà adottare criteri specifici. Siamo ancora in una fase embrionale, le valutazioni arriveranno solo a chiusura della piattaforma. Ma la volontà è di scegliere con attenzione e coerenza”.
Intanto emergono i primi nomi sul territorio. A Brindisi dovrebbe candidarsi Roberto Fusco, consigliere comunale, mentre a Taranto sarà della partita Annagrazia Angolano. In provincia di Bari i gruppi locali spingono per il molfettese Dario La Forgia, collaboratore dell’europarlamentare Pasquale Tridico.
Smentite e prospettive
Chi si chiama fuori è il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, che ha smentito ogni possibile discesa in campo: “Ho preso un impegno con i miei elettori e resterò a palazzo di città fino al 2027. Sono sicuro che il Movimento raccoglierà quanto seminato in questi anni”. Sul sostegno a Decaro, Innamorato ha aggiunto: “Abbiamo chiesto un governo che guardi al rinnovamento e sono certo che manterrà le promesse”.
La partita di Conte
Sul fronte nazionale, intanto, La Gazzetta del Mezzogiorno sottolinea come per Giuseppe Conte sia aperta una doppia sfida: da un lato, quella interna, con venti aspiranti candidati al ruolo di presidente del Movimento (tra loro anche due pugliesi); dall’altro, quella esterna, con la necessità di trovare un punto di incontro con il Pd su dossier cruciali come termovalorizzatore e Ilva, temi che restano ancora distanti tra le due forze alleate.












