Il dopo-partita di Foggia-Latina ha lasciato strascichi che vanno oltre il campo. Delio Rossi, allenatore dei rossoneri, è tornato a criticare la decisione del Comune di concedere lo stadio Zaccheria anche all’Heraclea Candela, neopromossa in Serie D. Un provvedimento che, secondo il tecnico, riduce il valore simbolico di quello che ha definito “il tempio del Foggia”.
L’affondo di Rossi
“Del Foggia, a Foggia, non frega niente a nessuno – ha dichiarato Rossi –. È normale che il Comune abbia dato lo Zaccheria in uso anche all’Heraclea? Questo stadio è da sempre la casa della nostra squadra e dei nostri tifosi”. Una presa di posizione netta, che l’allenatore aveva già lasciato intendere nei giorni scorsi quando si era detto vicino alle dimissioni.
La replica di Casillo
Alle parole del tecnico ha risposto con un lungo post su Facebook il presidente dell’Heraclea, Gennaro Casillo, che ha rivendicato la correttezza del percorso seguito dal suo club. “Caro Delio Rossi, il problema sarebbe condividere lo stadio Zaccheria con un’altra squadra? L’Heraclea è allo stadio una volta ogni due settimane, due volte al mese. La scorsa partita non abbiamo fatto nemmeno la rifinitura. Succede, come sai bene, in molte altre città”.
Casillo ha poi sottolineato la qualità della manutenzione e l’impegno della società: “Il campo, se ben manutenuto, è perfetto e parliamo di uno dei migliori del Sud Italia. Lo stadio è dei cittadini di Foggia. Ci vuole attenzione e rispetto per questo bene, come facciamo noi. Paghiamo regolarmente il nostro canone, abbiamo sistemato le porte e le reti a nostre spese, ma non siamo andati a dirlo a nessuno”.
Identità e passione
Il presidente dell’Heraclea ha quindi respinto le accuse di strumentalità: “Ti prego di non creare polemiche inutili e strumentali, per distogliere l’attenzione su altri fronti. Ho la gioia di portare avanti un bellissimo progetto. Amo questo sport, una passione incredibile che mi è stata trasferita da qualcuno che ha contribuito in maniera importante a creare il tempio del Foggia di cui parli”.
La questione Zaccheria continua dunque ad alimentare tensioni tra chi difende l’unicità dell’impianto come simbolo del calcio foggiano e chi, come l’Heraclea, rivendica la legittimità di un utilizzo condiviso.










