Manfredonia, anno 2019: il Consiglio comunale viene sciolto per sospette infiltrazioni mafiose. Inizia così il racconto in prima persona di Angelo Riccardi: prima sindaco per nove anni, poi cittadino che si sente marchiato dallo Stato italiano come “mafioso”. “In questo libro – afferma Riccardi – racconto la mia vicenda personale, ma anche quella di tanti altri amministratori che si vedono arrivare un provvedimento così pesante, che per lo Stato viene definito preventivo ma che nei fatti è solo punitivo. Una norma che secondo noi va modificata, speriamo anche per il legislatore”.
Nelle parole dell’ex sindaco l’amarezza di un uomo innamorato della politica, e del potere che per il momento non può esercitare. Poi l’affondo: l’invito al vice presidente della commissione parlamentare antimafia Mauro D’Attis. “Faccia verificare cosa succede negli affidamenti nei comuni che sono stati sciolti per mafia e che io seguo attentamente. Tutti parlano di legalità, a chiacchiere. Ricordo che da sindaco firmai un protocollo d’intesa sugli affidamenti, ma nessuno lo applica ad iniziare dal comune di Manfredonia. Un protocollo che passai a tutti i dirigenti di Palazzo San Domenico. Risultato, io a casa per mafia e loro tutti nelle proprie stanze”. “Interesserò subito il prefetto di Foggia” la risposta del deputato brindisino.
Pura coincidenza l’incendio dell’auto di Riccardi nello stesso giorno della presentazione del libro? “Non lo possiamo dire, tuttavia è un fatto grave. Evidentemente a qualcuno dà fastidio questo mio ritrovato impegno politico. Sia chiaro, questa di oggi non è solo una iniziativa editoriale, è soprattutto politica. Io non ho mai smesso di fare politica, anche se mi manca tanto quella attiva. La politica non si fa solo ricoprendo ruoli istituzionali, anche se da noi c’è chi pur ricoprendoli non prende nessuna iniziativa e non si spende per le comunità dove è stato eletto. Mi rivedrete molto presto in campo”.
Il centrosinistra alla Regione Puglia? È una telenovela, tutti hanno ragione e tutti hanno torto, una situazione che indurrà Decaro a fare un passo indietro e a non candidarsi”. Il chiostro di Palazzo San Domenico dove si è svolta la presentazione del libro era gremito di gente, tanti vecchi amici di Riccardi, molto centrodestra, forse attirato dalla presenza del segretario regionale di Forza Italia, D’Attis, forse dalla grande amicizia che molti esponenti di questo partito hanno sempre avuto con Riccardi. Erano presenti il parlamentare Gatta, il consigliere regionale Dell’Erba, il sindaco di Apricena, Potenza. Striminzita la partecipazione degli amministratori di Manfredonia. Tra gli ospiti era previsto il governatore Michele Emiliano ma non si è presentato.











