La produzione allo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi riprenderà ufficialmente il 25 agosto. Una ripartenza che segna l’inizio di una fase delicata di transizione industriale, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, tra riorganizzazione dei modelli in linea, nuove attese per l’indotto e timori per l’occupazione.
Il cambio nel mix produttivo
Secondo i vertici della Fim Cisl Basilicata, ci sarà “un cambiamento significativo nel mix produttivo”. La produzione della Jeep Compass nella versione uscente sarà infatti azzerata, mentre la Jeep Renegade sarà realizzata soltanto in versione mild hybrid fino a fine ottobre. Contestualmente, la produzione della 500X passerà da 75 a 110 veicoli per turno, in risposta a una richiesta straordinaria proveniente dal mercato algerino.
Una fase di riassetto che apre la strada al graduale incremento dei nuovi modelli previsti sulla piattaforma Bev Stla Medium, destinata a ospitare sette vetture, ma con effetti concreti sui volumi produttivi solo dal secondo semestre 2026.
Occupazione e contratti di solidarietà
Il segretario regionale della Fim Cisl, Gerardo Evangelista, ha ricordato che la riduzione dei volumi produttivi ha determinato un momentaneo esubero di personale, gestito con il contratto di solidarietà in vigore fino al 2026. Dal 2021 ad oggi circa 2300 lavoratori hanno lasciato lo stabilimento con uscite incentivate, mentre nelle prossime settimane si completeranno le ultime 200 del piano da 500 unità complessive. A regime, la forza lavoro sarà di circa 4540 dipendenti.
“Nei prossimi mesi – sottolinea Evangelista – sarà fondamentale garantire continuità occupazionale e attivare un’adeguata formazione per affrontare i cambi di modello e l’aumento dei volumi”.
Le incognite per l’indotto
Se per Stellantis la ripartenza rappresenta una fase di transizione, per l’indotto resta un quadro carico di incognite. Decine di aziende vivono vertenze aperte, con il rischio di compromettere posti di lavoro e stabilità economica per centinaia di famiglie. “La transizione industriale – spiegano i vertici sindacali – non può lasciare senza tutele chi ha sostenuto la produzione di Melfi per anni. Occorre garantire accesso agli ammortizzatori sociali, dare priorità alle imprese locali nelle forniture e avviare programmi di riconversione per le aziende escluse dal nuovo assetto produttivo”.
Un futuro da scrivere
La partita che si apre tra la fine del 2025 e il 2026 sarà tra le più decisive nella storia dello stabilimento lucano. “Si decide il futuro del lavoro e dell’occupazione – conclude Evangelista –. Servono responsabilità, visione e un impegno condiviso da istituzioni e azienda. Stellantis deve investire anche nella qualità dell’ambiente di lavoro, per restituire dignità ai dipendenti”.
Lo stabilimento attende ora la visita del nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, chiamato a indicare la rotta per il futuro dello stabilimento e del comparto automotive lucano.













