Un concerto che si trasforma in caso politico. È accaduto a Trinitapoli, in provincia di Barletta Andria Trani, dove sabato 16 agosto Francesco Sarcina, leader de Le Vibrazioni, ospite per la festa patronale sul sagrato del Santuario Mariano Vergine di Loreto, ha rivolto dal palco dure parole contro il governo e, in particolare, contro il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini.
Le frasi di Sarcina
Durante l’esibizione, Sarcina – originario della Puglia – ha interrotto il concerto con considerazioni di carattere politico e sociale, lamentando le difficoltà economiche del momento e scagliandosi contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. “Qui stiamo morendo di fame, questo governo ci sta dissanguando. Salvini è un tri***ne pure lui. Siamo combinati male”, ha detto il cantante, tra lo stupore e le reazioni contrastanti del pubblico. Nel mirino dell’artista non solo il leader della Lega e la premier, ma anche colleghi cantanti come Fedez e Tony Effe.
La reazione della Lega
Le dichiarazioni hanno subito suscitato la reazione della politica locale. “Inaccettabile ciò che è successo a Trinitapoli durante il concerto delle Vibrazioni – hanno dichiarato Ruggiero Grimaldi e Marco Divincenzo, segretario e vice della Lega Bat –. Le offese del leader della band a Salvini e al governo offendono tutti quei cittadini di centrodestra che erano in piazza ad ascoltarlo”.
Gli esponenti del Carroccio hanno ricordato come Sarcina fosse stato invitato a esibirsi con un compenso da un’amministrazione di centrodestra: “Fa della musica uno strumento di aggregazione, mentre lui ha preferito dividere con opinioni personali”.
L’attacco di Fratelli d’Italia
Anche Fratelli d’Italia Bat ha espresso indignazione per l’accaduto: “Solidarietà al ministro Salvini per le squallide e inopportune esternazioni del cantante delle Vibrazioni durante il concerto organizzato a Trinitapoli – hanno scritto in una nota –. Siamo per la libertà di espressione e di pensiero, ma questo non significa restare in silenzio di fronte a un artista che apostrofa più volte un ministro della Repubblica come ‘tr***ne’ davanti a migliaia di persone”.
Il caso politico
La vicenda ha rapidamente travalicato i confini locali, alimentando un acceso dibattito tra sostenitori della libertà di parola e chi considera inaccettabili le offese pubbliche a esponenti delle istituzioni. Sarcina, già in passato protagonista di esternazioni critiche, è finito al centro della polemica, con la sua band trascinata in una disputa che va oltre la musica e investe pienamente il terreno politico.









