È ufficiale: Israele non parteciperà alla prossima edizione della Fiera del Levante. Una decisione che segna uno strappo senza precedenti nella storia della manifestazione economico-commerciale più antica e prestigiosa del Mediterraneo e che ha già innescato un acceso scontro politico a livello nazionale e locale.
L’ordine del giorno del Consiglio comunale
Come ricorda La Gazzetta del Mezzogiorno, tutto è iniziato il 29 maggio scorso, quando il Consiglio comunale di Bari ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con cui veniva dichiarata “non gradita” la partecipazione dello Stato di Israele fino a quando non avesse posto fine all’intervento militare nella Striscia di Gaza e alle violazioni dei diritti umani contro la popolazione civile.
Successivamente, il 1° luglio, il sindaco Vito Leccese ha formalizzato la richiesta con una pec indirizzata al presidente dell’Ente Fiera, Simonetta Lorusso, e al presidente della Nuova Fiera del Levante srl, Gaetano Frulli, che hanno deciso di dar seguito all’invito.
Frulli: “Decisione presa per evitare strumentalizzazioni”
Lo stesso Frulli ha spiegato a La Gazzetta del Mezzogiorno che il comunicato ufficiale è stato diffuso solo nelle ultime ore “per mettere fine alle polemiche, alle voci e alle illazioni degli ultimi giorni”. Il presidente ha sottolineato: “Siamo un’azienda, dobbiamo portare avanti il nostro lavoro e non possiamo prestare il fianco a strumentalizzazioni politiche. Quindi, a un mese dalla Campionaria, abbiamo deciso di chiarire le cose”.
Gasparri all’attacco: “Un atto di antisemitismo”
Durissima la reazione di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, che ha bollato la scelta come “una vergogna per la città di Bari, condotta dalla sinistra e dal pessimo Leccese preda a un attacco di autentico antisemitismo”. Gasparri ha parlato di un gesto “razzista” che richiama “pagine buie del Novecento” e ha espresso solidarietà allo Stato di Israele.
Sulla stessa linea i giovani di Forza Italia Puglia, che hanno dichiarato: “Escludere Israele dalla Fiera del Levante vuol dire escludere cittadini israeliani sulla sola base delle loro origini”, annunciando di voler donare ai giovani del Pd copie di libri sulle persecuzioni antisioniste.
Leccese replica: “Un gesto simbolico contro Netanyahu”
Il sindaco Vito Leccese ha respinto con fermezza le accuse di antisemitismo, definendole un “grottesco cortocircuito della storia”. Ha ricordato di essere stato promotore, nel 2012, del conferimento delle chiavi della città allo scrittore israeliano David Grossman e di aver annullato, da sindaco, la mostra di Giovanni Gasparro considerata dalla comunità ebraica portatrice di messaggi antisemiti.
“La nostra decisione – ha detto Leccese – non ha nulla a che vedere con il popolo israeliano, ma è un gesto simbolico di protesta nei confronti del governo Netanyahu, responsabile della morte di decine di migliaia di civili. Bari è una città di pace e accoglienza, e ha il dovere di chiedere il cessate il fuoco”.
Il botta e risposta si è chiuso con un’ulteriore replica di Gasparri, che ha respinto l’accusa di “nostalgia fascista” e ha ribadito le critiche all’amministrazione comunale.










