Marina di Lesina si trova a fare i conti con un duro colpo in pieno agosto, mese cruciale per turismo e collegamenti con le Isole Tremiti. Dall’11 agosto, infatti, una parte del porticciolo, punto di attracco per pescatori, imbarcazioni private e persino per il gommone della Capitaneria di porto, è stata recintata e posta sotto sequestro penale. Una misura che ha trasformato quella che doveva essere una stagione di rilancio in un periodo segnato da difficoltà e abbandono.
Una ferita in piena estate
La chiusura di una porzione del porticciolo in piena stagione turistica ha sollevato rabbia e amarezza tra i cittadini e gli operatori. “Agosto, mese di turismo estivo e di collegamenti con le Tremiti, si trasforma in uno spartiacque doloroso. Mentre la cittadinanza aspetta segnali di vita e vocazione turistica, si trova invece di fronte a un simbolo di abbandono e impedimento fisico di attività” ha denunciato Rita Montrone, commissario capo della Polizia di Stato in quiescenza, oggi presidente dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato – sezione provinciale di Foggia e vice presidente Assoarma Foggia.
La denuncia: “Perché non nei mesi invernali?”
Montrone si chiede perché interventi così delicati non vengano pianificati nei lunghi mesi in cui Marina di Lesina resta vuota e lontana dai riflettori. “Perché questi interventi non vengono effettuati nei mesi di bassa stagione? Sarebbe necessario realizzare le opere nei periodi di minore afflusso turistico per evitare disagi e rispettare la sicurezza di cittadini e visitatori”.
Un tavolo operativo per il futuro
La presidente dell’Anps Foggia lancia una proposta concreta: attivare un tavolo operativo tra Comune, Prefettura, Capitaneria e associazioni locali, con un coordinamento stabile che consenta soluzioni partecipate ed efficaci. “Occorre investire in un progetto portuale regolare, sicuro e funzionale, rispettoso del paesaggio unico che separa il mare dalla laguna di Lesina. Basta con le infrastrutture precarie, serve una visione capace di cambiare il destino del territorio”.
L’appello alla comunità
Per Montrone, la questione va oltre l’estate 2025: “La comunità, le attività turistiche e la pesca locale meritano un porto vero, non soluzioni temporanee. Solo con opere codificate e infrastrutture sicure si potrà garantire continuità, sviluppo sostenibile e rispetto dell’identità del nostro territorio”.










