Dopo dieci anni in Consiglio regionale, Antonella Laricchia annuncia l’addio alla politica attiva e lo fa in aperta polemica con il Movimento 5 Stelle. Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, la consigliera, già candidata due volte alla presidenza della Regione Puglia, boccia senza mezzi termini la linea del suo ex partito, criticando l’apertura alla candidatura di Antonio Decaro senza alcuna consultazione degli iscritti, mentre in Toscana viene avviata una consultazione interna sulle alleanze.
“Del Movimento come lo immaginavamo noi non esiste più nulla – afferma –. Le scelte sono casuali, fatte in base alla sensazione di consenso percepita nell’aria. L’apertura a Decaro è incoerente: in Consiglio comunale siamo sempre stati all’opposizione e ora leggo di condizioni legate all’assenza di Michele Emiliano. Sono inaffidabili, sia verso gli elettori sia verso eventuali partner”.
“Solo il nome è rimasto”
Per Laricchia, il M5S di oggi è “solo un nome”: “Non c’è più nulla dei valori rappresentati da Beppe Grillo, Alessandro Di Battista e Davide Casaleggio. Non ci sono spiragli per un mio ritorno”. Nessun ripensamento sulla scelta di lasciare: “Credo nel limite dei due mandati e non vedo una squadra che mi entusiasmi”.
La legge Laricchia e gli ultimi mesi in Aula
Il suo ultimo atto politico di rilievo è stata la cosiddetta “legge Laricchia” sulle nomine, già vigente, che prevede paletti e controlli più stringenti: “Va completata con un ddl di adattamento, ma manca una maggioranza chiara per farlo. Lo strumento però è operativo”.
Sulle ultime sedute del Consiglio regionale, Laricchia è netta: “Vedo poca concentrazione, troppi consiglieri impegnati nelle campagne elettorali. Si pensa solo a risolvere urgenze, senza una visione”.
Il passato da candidata presidente
Laricchia ricorda con orgoglio le sue due candidature a governatrice, la prima nel 2015 quando entrò in Consiglio come miglior candidata non eletta alle spalle di Michele Emiliano: “Lo rifarei, perché se c’è un tradimento, la colpa non è mai del tradito, ma del traditore”.












