Respinge le accuse l’agente penitenziario di 50 anni fermato dalla Guardia di Finanza e dalla stessa Polizia Penitenziaria con l’accusa di aver rubato generi alimentari dal magazzino del carcere di Foggia. “Ho 25 anni di servizio – ha riferito al giudice durante l’interrogatorio – e lavoro anche nel business della distribuzione di tabacchi, perché dovrei compromettermi per pochi fagioli o ceci?”. Stando all’accusa, l’uomo avrebbe portato via dal penitenziario cibo di varia natura ma anche prodotti per l’igiene e altri per la casa.
“Il mio assistito pur ammettendo i fatti respinge le accuse – ha riferito l’avvocato Luigi Marinelli, legale dell’imputato -. Il poliziotto penitenziario ha chiarito che non ha mai sottratto merce destinata alla popolazione carceraria, ma unicamente generi destinati a essere buttati perché deperibili. Non pensava minimamente che fosse un reato, soltanto quando gli è stato notificato l’avviso di interrogatorio ha scoperto che si tratterebbe di peculato. Ha ammesso di vergognarsi davanti a simili accuse anche perché non ha affatto bisogno di commettere questo genere di azioni”.
La linea difensiva è stata parzialmente accolta dal gip che ha infatti disposto la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per un anno. La procura aveva invece chiesto gli arresti domiciliari. Oltre al 50enne ci sarebbero altre sette persone indagate: cinque agenti penitenziari e due soggetti della ditta appaltatrice.











