Il caso di West Nile sul cavallo di Siponto non è purtroppo un caso isolato nel territorio di Capitanata. A dirlo a l’Immediato tra le lacrime è Benedetta Corsini che tra il 3 e il 4 agosto scorso a Foggia (Borgo Tavernola) ha perso il suo bellissimo cavallo sportivo Lord Lissa, per gli amici noto come Lallo, dopo aver contratto il virus.
I sintomi apparsi nella notte di sabato 2 agosto, con una paralisi anteriore del lato sinistro, hanno portato il suo cavallo alla morte in meno di 48 ore.
Una morte accertata a Foggia, a causa del West Nile refertato e individuato dall’autopsia dell’istituto zooprofilattico e della Asl.
Ma andiamo con ordine. Quella di Benedetta è anche una battaglia a favore degli altri animali. “Dire che il cavallo di Siponto è un caso isolato è una menzogna. Chiunque abbia un cavallo deve vigilare e deve fare subito le analisi del sangue all’animale per non incorrere nel rischio di vaccinarlo mentre il virus magari è stato già contratto. Il mio cavallo era in perfetta salute è stato punto dalla zanzara forse sul collo, lato sinistro. Era scuderizzato, in una bellissima struttura, super accurato e super assistito. Aveva gareggiato appena tre giorni prima dei sintomi quando ha presentato tremori e un blocco anteriore sinistro e non riusciva più a stare in piedi. In 48 ore è morto”.
Alla Asl, dove le hanno imposto l’autopsia, dopo gli esami è stata riscontrata una carica batteriologica altissima. Dopo il caso di Siponto a tutti gli animali è stato fortemente consigliato il vaccino, il West Nile è un virus noto nel mondo dell’ippica da almeno 20 anni.
13 anni, maschio, castrato. Lord Lissa era un campione dei 130.
“C’è sempre stata consapevolezza nei riguardi di questa malattia, ma forse il virus si è evoluto variando – spiega Benedetta -, io l’ho vaccinato subito dopo la notizia di Siponto e resterò sempre col dubbio rispetto a questa scelta. Alcuni veterinari addebitano la diffusione del virus all’incendio dell’Oasi Lago Salso. Le fiamme hanno fatto fuggire le tante specie di uccelli migratori di quella riserva, i quali hanno poi forse trasmesso il virus alle zanzare”.
Secondo Benedetta ci sono senza dubbi altri casi di cavalli infettati o morti. “Li stanno occultando. Dopo l’inferno che ho passato non posso accettare di leggere notizie false. Il virus c’è. Voglio che la morte del mio cavallo possa essere da monito per gli altri. Fate le analisi del sangue ai vostri cavalli”.










