“Luigi e Aurelio Luciani sono vittime innocenti della mafia. Ci fidiamo solo della giustizia”. È quanto hanno ribadito questa mattina a San Marco in Lamis, sul luogo della strage del 2017, dalle vedove dei fratelli Luciani e don Luigi Ciotti, intervenuti al consueto appuntamento con il ricordo.
“Non lo diciamo noi – affermano Arcangela e Marianna -, lo dice il procuratore Rossi, l’unico che può esprimersi attraverso le accurate indagini svolte. Luigi e Aurelio erano completamente estranei a quell’agguato, così come erano estranei a qualsiasi logica criminosa e mafiosa. Tutto confermato dai tre gradi di giudizio presso i tribunali di Bari, Foggia e Roma”.
Don Luigi Ciotti è sempre presente il 9 agosto e anche per lui i fratelli Luciani sono vittime innocenti nonostante le ricostruzioni dei pentiti. “Lo dicono le indagini della magistratura. Dobbiamo stare attenti a quei tentativi di voler inquinare, destabilizzare, inquinare, depistare tutto il lavoro delle forze di polizia. Piuttosto mi preoccupa il ritorno dell’indifferenza intorno a questi temi che non possono essere considerati normali. Si è passati in poco tempo dalla percezione del crimine organizzato mafioso al crimine normalizzato. Non basta commuoversi in qualche momento, bisogna muoversi di più. Troppa omertà, troppa normalizzazione. L’ultima mafia è sempre la penultima e chi nega la presenza della mafia nella provincia di Foggia, sbaglia. La mafia a Foggia c’è ed è in continua trasformazione”.










