Un messaggio forte quello lanciato da Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, in occasione della solennità della Madre di Dio di Siponto. Una festa che, ogni anno, unisce spiritualmente cittadini, devoti e turisti nella contemplazione della Regina di Siponto, custode secolare del territorio garganico.
In una lettera, Moscone invita la comunità a non temere le ferite e le minacce che incombono sul territorio, ma a guardare alla Madonna come Madre della Speranza, capace di indicare una via di salvezza che passa attraverso la giustizia, la tenerezza e la custodia del bene comune.
“La speranza non delude: rispondiamo come Maria con un impegno concreto”
“Buona Festa della Madonna di Siponto 2025!” esordisce il vescovo, rivolgendosi ai fedeli, ai cittadini, ai turisti “innamorati della bellezza del Gargano”. Maria, scrive Moscone, è “Madre di Speranza, quella vera, che non delude né svergogna”, capace di trasformare storia e geografia con la forza del Vangelo. Una Speranza che non è illusione, ma “forza generante e trasfigurante”, capace di riscattare un territorio spesso segnato da ferite profonde.
Nel suo messaggio, il pastore della Chiesa sipontina non evita i temi scottanti e punta il dito con forza contro i piromani, gli inquinatori, i caporali, i mafiosi e i trafficanti di morte: “Hanno le ore contate e puzzano di sconfitta. Ne sono certo, e dobbiamo esserne tutti certi”.
“Il male non ha mai vinto. Il futuro appartiene al bene”
È una chiamata al coraggio e alla responsabilità quella che l’arcivescovo lancia con parole che uniscono spiritualità e denuncia sociale. “Il male non ha mai vinto – afferma – è il bene che fa camminare, costruisce il presente e apre al futuro”. E alle paure collettive risponde con le stesse parole dell’Arcangelo a Maria: “Non temere, hai trovato grazia presso Dio”. La risposta cristiana, aggiunge, deve essere quella della Vergine: “Eccomi, sono la serva del Signore”.
“Una storia da costruire, non solo da ricordare”
Monsignor Moscone invita la comunità a sentirsi parte di un progetto più grande: “Accostandoci a Maria ci accorgeremo che non abbiamo solo una grande storia da ricordare, ma una più avvincente da costruire”. La solennità della Madonna di Siponto, secondo il vescovo, non deve essere solo memoria e devozione, ma occasione per rinnovare l’impegno collettivo verso una Manfredonia più giusta, più sana e più bella.
Conclude con un auspicio che è anche una consegna: “Che la festa patronale della Regina di Siponto rinnovi la nostra vocazione di custodi e amministratori saggi del territorio, per ridonarlo arricchito a chi ci seguirà”.











