Scoppia la polemica politica a Palazzo di Città. Fratelli d’Italia Foggia, attraverso una dura nota firmata dal responsabile enti locali Bruno Longo, solleva dubbi e richieste di chiarimento sul cosiddetto “caso Marchitelli”, relativo alla recente selezione interna al Comune di Foggia e al ruolo del capo di gabinetto della sindaca Maria Aida Episcopo.
Secondo il coordinamento cittadino del partito, quanto accaduto rappresenterebbe l’ennesima espressione di una gestione amministrativa caratterizzata da “supponenza, impunità e arroganza”, in cui “la risorsa pubblica sembra inevitabilmente destinata a finire nelle mani di parenti o fedeli collaboratori del Sindaco”.
Le accuse al capo di gabinetto e le domande senza risposta
Al centro delle critiche, il comportamento del dottor Marchitelli, indicato da Longo come “simbolo di una deriva accentratrice” e accusato di aver reagito alle critiche dell’opposizione minacciando improbabili querele. Una mossa definita da Fratelli d’Italia come un tentativo di intimidazione e delegittimazione dell’attività politica, che – si ricorda nella nota – è tutelata dalla Costituzione, dallo Statuto comunale e dal Regolamento del Consiglio comunale.
Ma al di là del piano giuridico, Fratelli d’Italia chiede risposte politiche su aspetti sostanziali della selezione interna che ha coinvolto Marchitelli. In particolare, vengono poste cinque domande:
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Come garantire l’oggettività di una selezione se la commissione è composta da colleghi che interagiscono con il candidato?
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È possibile escludere che la posizione dirigenziale dell’esaminato non influenzi, anche indirettamente, la commissione?
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È credibile che un soggetto che esercita funzioni di controllo o indirizzo venga valutato serenamente da chi da lui dipende?
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Il sindaco era o non era a conoscenza della partecipazione del proprio capo di gabinetto alla selezione?
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Perché la selezione è stata chiusa nel mese di agosto, periodo notoriamente poco trasparente per atti amministrativi di rilievo?
“La sindaca tace, risponde un dirigente: fatto irrituale”
Secondo Longo, ciò che ha aggravato ulteriormente la vicenda è il fatto che a fornire risposte non sia stata la sindaca Episcopo, ma un dirigente comunale, in un ruolo giudicato “irrituale e al di fuori di ogni norma di competenza e opportunità”.
Un atteggiamento che, secondo Fratelli d’Italia, alimenta i dubbi su una gestione clientelare della cosa pubblica. “La città – si legge nella nota – ha il diritto di sapere. Fratelli d’Italia continuerà a vigilare e a denunciare ogni forma di opacità, nel rispetto della legalità e della trasparenza che i cittadini meritano”.
Il caso, destinato a far discutere ancora, riaccende la tensione tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale, con la figura del capo di gabinetto ormai al centro di un braccio di ferro politico che coinvolge direttamente la sindacA.










