Si accende lo scontro politico a Foggia dopo il caso dell’appalto affidato alla cooperativa ServItalia, al centro di polemiche per i legami familiari con la vicesindaca Lucia Aprile, esponente del Movimento 5 Stelle. A intervenire con toni duri è Daria Cascarano, coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia, che in una nota pubblica chiama in causa direttamente il leader pentastellato Giuseppe Conte e l’intero gruppo locale del Movimento.
“Conte avvocato della vicesindaca, non del popolo”
“In un momento in cui la città merita risposte chiare e una guida credibile, Giuseppe Conte sceglie di vestire i panni dell’avvocato difensore della vicesindaca, anziché quelli del popolo, come amava definirsi”, afferma Cascarano, criticando duramente la posizione assunta dal presidente M5S sul caso ServItalia. La vicenda, secondo l’esponente di FdI, “lascia perplessi”, anche alla luce del fatto che l’affidamento – da oltre 136mila euro – sarebbe avvenuto in favore di una cooperativa di cui fa parte la sorella gemella della stessa assessora all’Ambiente, Lucia Aprile.
Il M5S “parte lesa”? Cascarano: “Una narrazione discutibile”
Per Cascarano, la ricostruzione fornita dal Movimento, che si sarebbe detto “parte lesa”, appare “quantomeno discutibile”. “Forse il vero danno – aggiunge – è che l’appalto è sfumato, e qualcuno ora si atteggia a vittima per mascherare la delusione”. Poi l’affondo politico: “Ricordiamo a Conte che quando sedeva a Palazzo Chigi, il M5S non disdegnava di ricoprire ruoli istituzionali nell’amministrazione Landella, e in consiglio comunale non sono mancate le sintonie con il centrodestra”.
Sul tema dello scioglimento per infiltrazioni mafiose, la rappresentante di Fratelli d’Italia rinfaccia: “Lo scioglimento si è basato su presupposti tutt’altro che solidi. Nessuna infiltrazione è mai stata dimostrata”.
Le accuse: “La stagione del pre-dissesto è la vera ferita per Foggia”
Cascarano punta il dito anche contro la gestione economica ereditata dalle precedenti amministrazioni, “una lunga stagione di pre-dissesto che ha dissanguato i cittadini foggiani”, attribuendone la responsabilità al centrosinistra. Ricorda anche la vicenda della società Amica, con “un buco di quasi 40 milioni di euro”, che continua a gravare sulla città.
“Altro che legalità e trasparenza – afferma –. I danni veri li ha fatti chi oggi si atteggia a moralizzatore”.
Settembre rovente, torna il caso Amiu
A rendere ancora più tesi i rapporti sarà, secondo Cascarano, il ritorno in aula del caso Amiu, per il quale la Procura della Repubblica ha parlato di una “presunta gara truccata” per l’affidamento della gestione dei rifiuti. “Conte non ha nulla da dire? – chiede Cascarano –. Prima la Aprile denunciava presunte falsità negli atti, poi cambia rotta e propone l’aumento del contratto di servizio”.
In conclusione, la coordinatrice attacca frontalmente l’atteggiamento del Movimento: “Difendere l’indifendibile non è trasparenza, ma imbarazzo mascherato da indignazione. È ora che il M5S smetta di recitare la parte del moralizzatore e inizi a fare i conti con le proprie responsabilità. Foggia non ha bisogno di arringhe piovute dal cielo, ma di risposte concrete”.










