Un grido di aiuto si alza da Orta Nova, precisamente da piazza Pietro Nenni, Corso Umberto I e Largo ex Gesuitico, cuore della vita cittadina. Una zona che, secondo numerose segnalazioni giunte in redazione da parte di residenti e commercianti, sarebbe ormai diventata terra di nessuno, teatro quotidiano di vere e proprie scorribande da parte di gruppi di giovanissimi su monopattini e biciclette elettriche, che sfrecciano tra i passanti mettendo a rischio la sicurezza pubblica.
“Sfrecciano tra la gente, insultano, non rispettano nulla”
Le testimonianze raccolte descrivono uno scenario allarmante. “Corrono all’impazzata tra la gente, insultano chi li rimprovera e si sentono pure autorizzati a fare di peggio”, racconta Maria, residente che ogni giorno frequenta la piazza. “Una volta hanno preso in giro un disabile. Non si fermano neppure davanti ad anziani o bambini. È una vergogna”.
Molti segnalano anche episodi di danni a veicoli in sosta: “Mi hanno graffiato la macchina con un monopattino, e quando li ho richiamati sono scappati ridendo”, denuncia un commerciante. “Lavorare è diventato impossibile, così come anche solo sedersi all’aperto e rilassarsi un attimo. Tutti i giorni è un continuo litigare”.
Residenti e negozianti pronti a protestare
L’assenza di controlli regolari e l’uso selvaggio dei veicoli elettrici stanno esasperando la comunità. Chi abita e lavora nella zona chiede un intervento immediato: “Serve maggiore sorveglianza, più pattuglie. Questa zona deve tornare vivibile. La situazione sta degenerando e non possiamo aspettare che succeda qualcosa di grave”.
In molti stanno valutando la possibilità di avviare una raccolta firme o di mettere in campo forme di protesta pubblica da portare all’attenzione della nuova amministrazione comunale, insediata da poco, affinché prenda provvedimenti concreti e urgenti.
“Non chiediamo molto: solo sicurezza e rispetto”
Il messaggio che arriva da residenti e commercianti è chiaro: “Vogliamo tornare a vivere il centro con serenità. Chiediamo solo sicurezza, rispetto delle regole e un ambiente urbano civile, dove ogni cittadino – dai bambini agli anziani – possa muoversi senza paura”. La speranza è che il Comune e le forze dell’ordine raccolgano al più presto questo appello, prima che l’esasperazione si trasformi in altro.











