Una giornata definita “storica” per la Capitanata e per tutta la Puglia. Con l’approvazione all’unanimità in Consiglio Regionale dell’emendamento proposto dal capogruppo di Per la Puglia, Antonio Tutolo, si compie un passo decisivo verso una sanità più giusta, con la ripartizione del fondo regionale destinato alla radiodiagnostica finalmente calibrata sul numero degli abitanti delle singole province.
“Una conquista di giustizia, non di privilegi”
Fino a ieri, le risorse per la diagnostica per immagini venivano assegnate secondo criteri giudicati da Tutolo “obsoleti e iniqui”, che hanno prodotto forti squilibri sul territorio. Emblematico il caso della provincia di Foggia, dove – dati alla mano – ogni cittadino aveva a disposizione solo 3,4 euro, contro i 9,9 euro destinati ai cittadini della Città Metropolitana di Bari, gli 8,2 di Lecce, gli 8,1 di Taranto, i 6,6 di Brindisi e i 5,2 della BAT.
“Una forbice inaccettabile – denuncia Tutolo – che ha condannato intere comunità a diagnosi tardive, attese infinite e, in alcuni casi, a cure mancate. Una disparità che si misura sulla pelle delle persone”.
Una battaglia cominciata dall’inizio del mandato
Il consigliere regionale sottolinea come l’emendamento approvato sia il frutto di una lunga battaglia iniziata subito dopo la sua elezione: “Ho condotto questa battaglia tra proteste, resistenze e tentativi di farmi ritirare l’emendamento fino all’ultimo minuto. Ma non ho chiesto privilegi, ho chiesto giustizia. Non chiese per il paradiso, ma servizi essenziali per la vita quotidiana delle persone”.
Con il nuovo criterio di ripartizione, ogni provincia riceverà risorse proporzionate alla sua popolazione, garantendo così un accesso più equo ai servizi di diagnostica per immagini, che rappresentano uno snodo fondamentale nel percorso di cura.
“Ora la Giunta attui il dispositivo, senza passi indietro”
La delibera, approvata all’unanimità, impegna ora la Giunta regionale ad attuare il dispositivo entro 30 giorni. “Se qualcuno pensa di tornare indietro – avverte Tutolo – sappia che sono pronto a difendere questa conquista con ogni mezzo. Il diritto alla salute non si negozia”.
Il provvedimento rappresenta un’inversione di rotta rispetto a una lunga stagione di disuguaglianze interne al sistema sanitario pugliese, e un primo segnale concreto per tutti quei territori – come la provincia di Foggia – che per anni hanno denunciato carenze strutturali e disparità nella qualità e tempestività dell’assistenza sanitaria.












