Il confronto sulle prossime elezioni regionali, in particolare in vista dell’autunno, procede tra rinvii, tensioni interne e riserve ancora non sciolte. Nessun nuovo vertice del centrodestra è stato ufficializzato in agenda per questa settimana, nonostante i rumors su sondaggi riservati che starebbero circolando per misurare il gradimento dei possibili candidati nei territori. Tra i nomi sul tavolo, per la Puglia resta in stand-by la proposta del forzista Mauro D’Attis, vicepresidente della Commissione antimafia, figura attorno alla quale non si è ancora consolidata una convergenza unanime all’interno della coalizione.
Una possibile riunione operativa era stata ipotizzata a Montecitorio per oggi, ma le parole del vicepremier Antonio Tajani sembrano raffreddare le attese: “Ragazzi, ci sta l’ira di Dio nel mondo, stiamo facendo altre cose, appena potremo, ci vedremo”, ha dichiarato ai cronisti in tono seccato, segnalando il momento di difficoltà e la priorità ad altri dossier nazionali e internazionali.
La Russa: “Meloni guarda al bene della coalizione, non alle bandierine”
A provare a distendere gli animi nel centrodestra è intervenuto il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha parlato durante la cerimonia del Ventaglio, ribadendo che la premier Giorgia Meloni “ha più in testa il bene della coalizione e del territorio che non la gara tra singoli partiti”. La Russa ha anche risposto a chi metteva in evidenza che Forza Italia, rispetto a Fratelli d’Italia, governa più regioni: “È giusto dare equilibrio rispetto a ciò che i cittadini hanno espresso, ma è ancora più importante che le realtà territoriali siano ben governate. Una maggioranza funziona meglio se non litiga su un singolo numero”.
Il presidente del Senato ha inoltre spento le voci su una possibile lista personale di Luca Zaia in Veneto: “Non credo che il presidente pensi ad altre liste se non si candida. Se uno è iscritto a un partito, deve candidarsi in quel partito”. E a proposito di legge elettorale, ha ribadito la sua storica posizione: “Sono rimasto favorevole alle preferenze, anche se ci sono storture, più piccolo è il teatro e più grandi sono le storture”.
Centrosinistra in attesa, Decaro al centro del pressing
Nel campo del centrosinistra, tutto sembra fermo in attesa di capire l’evoluzione dell’inchiesta giudiziaria che coinvolge Matteo Ricci, candidato dem nelle Marche, interrogato oggi. Nel frattempo, in Puglia, le attenzioni restano concentrate su Antonio Decaro. Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, l’ex sindaco di Bari sarebbe oggetto di un pressing continuo da parte della segretaria dem Elly Schlein, con telefonate e contatti che però non hanno ancora portato a un annuncio formale di candidatura.
Decaro, impegnato nella presentazione del suo libro Vivere, ha trasformato di fatto il tour letterario in una kermesse dal retrogusto elettorale, senza però sbilanciarsi sulle sue reali intenzioni.
Conte: “Decaro? Solo se è un vero rinnovamento”
Sul possibile asse con il M5S, il leader pentastellato Giuseppe Conte ha espresso una posizione chiara e non negoziabile: “Decaro è un amministratore che ha le carte in regola, ma deve essere parte di un progetto di vero rinnovamento. Se non c’è discontinuità e se non viene dato spazio al nostro contributo in termini di legalità, fate da soli”.
Conte ha anche respinto con forza ogni ipotesi di scambio tra regioni e candidature: “L’idea di un baratto tra Ricci nelle Marche e Roberto Fico in Campania è una corbelleria. Con me non succederà mai. Non ho mai accettato un do ut des tra territori, non lo farò adesso”.
Il quadro resta dunque fluido su entrambi i fronti. Nel centrodestra, le tensioni per la scelta dei candidati restano alte, in attesa di una riunione che tarda ad arrivare. Nel centrosinistra, la figura di Decaro catalizza attenzione e riserve, ma il tempo stringe e le decisioni non possono essere rimandate ancora a lungo.













