A Foggia ci sono strutture che dovrebbero favorire la mobilità sostenibile, ma che oggi rappresentano solo simboli di incuria e abbandono. A denunciarlo è Maurizio Marrese, presidente del WWF Foggia, che attraverso un post pubblico ha sollevato il caso delle ciclostazioni, installate a partire dalla fine del 2023 in diverse zone della città, tra cui via Giuseppe La Torre e via Protano.
“Non ci hanno mai spiegato il senso della loro esistenza – scrive Marrese – non le hanno neanche mai inaugurate. In alcuni casi, come in via Protano, hanno perfino rubato metri quadrati di verde pubblico”.
Una riflessione amara che chiama in causa anche la mancata manutenzione e la progressiva degradazione degli spazi verdi: “Il verde pubblico a corredo si è seccato tutto nell’estate del 2024 perché non irrigato (mai) a sufficienza”.
Strutture vandalizzate e senza presidio
Secondo il presidente del WWF, le ciclostazioni oggi appaiono come “cattedrali nel deserto lentamente vandalizzate”, nonostante la presenza di telecamere, “ammesso che funzionino”. La percezione è quella di un intervento lasciato a se stesso, senza una reale integrazione con il tessuto urbano e senza una strategia di utilizzo e valorizzazione.
Un’occasione persa per promuovere davvero la mobilità dolce e sostenibile, che si scontra con un presente fatto di incuria, silenzio istituzionale e scarsa comunicazione con la cittadinanza.
“Da cittadino – conclude Marrese – è davvero umiliante vedere tanto degrado e soldi pubblici sprecati. Vorrei almeno che i responsabili pagassero di tasca propria tali inefficienze e sciatteria”.











