È stato accolto dalla folla esultante che cantava il grande successo dei Pooh “Chi fermerà la musica”. È amatissimo Red Canzian, il più intellettuale dei Pooh, protagonista della seconda serata de Il Libro Possibile a Marina Piccola a Vieste col suo libro “Cento parole per raccontare una vita”.
Il suo è un racconto di vita in musica, un memoir poetico tra parole, ricordi e canzoni.
Ogni parola dagli abbracci negati del Covid all’amore diventa il pretesto per un viaggio nella memoria, nei sentimenti, nei valori che lo guidano. Un bilancio esistenziale.
Le parole hanno il potere di emozionare, aiutarci a crescere, farci soffrire o placare i dolori dell’anima. In ognuna di esse, spiega Canzian, si nasconde un mondo affascinante e complesso, che cambia e si trasforma a seconda del momento e del sentimento che viviamo.
Red Canzian ha scelto cento parole, quelle che sente più sue, dando a ognuna un’interpretazione del tutto personale e raccontando quali ricordi rievocano, quanto hanno influito sulla sua crescita, sul suo modo di essere e di intendere la vita stessa. Un’occasione per fare un bilancio personale e professionale, in cui lo storico bassista dei Pooh allarga lo sguardo agli eventi che ha vissuto sul palco e fuori, ai valori che lo ispirano, agli affetti nei quali trova rifugio e riparo e ai progetti che coltiva incessantemente con instancabile entusiasmo. Ma il suo desiderio, con questo libro, è soprattutto quello di arrivare al cuore oltre che alla testa del lettore, per coinvolgerlo in riflessioni ed emozioni profonde, attraverso suggestioni che inducono a sognare, credere e osare, sempre con passione, per provare a trovare un nuovo significato alla parola domani.
È stato generoso ai nostri microfoni: “Come tutte le vite anche la mia vita è passata attraverso momenti bui e momenti luminosi, malattie e risalire però è una vita nella quale io ho cercato di intervenire per migliorarla e dare un qualcosa che la rendesse un po’ mia un po’ personale. Noi non sappiamo quanto sarà lunga la strada che ci aspetta ma se ci impegniamo possiamo determinare quanto sarà larga. La fortuna il privilegio di vivere della tua professione ci sono tanti che lavorano e magari fanno un mestiere che non amano, noi siamo dei privilegiati perché abbiamo scelto di fare un mestiere che è diventato la nostra vita, ci pagano e ci applaudono pure”.











