Una riforma che dimentica il Nord della Puglia. È netta la presa di posizione dell’avvocato Pippo Agnusdei, dirigente provinciale del movimento “CON” – Capitanata, che interviene duramente dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge sulla nuova geografia giudiziaria. Il testo, licenziato martedì 22 luglio, prevede l’istituzione di nuovi presidi in Abruzzo, Veneto e nelle isole, ma non contempla la riapertura del Tribunale di Lucera, lasciando la provincia di Foggia in una situazione di profonda carenza strutturale.
“La criminalità non aspetta, lo Stato invece sì”
“La Capitanata – sottolinea Agnusdei – è la provincia più estesa d’Italia, ma continua a contare su un unico tribunale, quello di Foggia, ormai sovraccarico e al collasso”. Una condizione che, secondo il dirigente di “CON”, espone il territorio a gravi rischi sul piano della legalità: “La criminalità non aspetta i tempi della burocrazia. Servono presidi di giustizia veri, non promesse disattese”.
Agnusdei ricorda che la riapertura del presidio giudiziario di Lucera era stata oggetto di interlocuzioni ufficiali tra amministratori locali, rappresentanti del territorio e il Ministero della Giustizia, ma che tutto si è dissolto nel nulla: “Le aspettative create da quei dialoghi sono state vanificate. Eppure parliamo di un tribunale chiuso ingiustamente, in un’area che ha necessità urgenti di presidio istituzionale contro la criminalità organizzata”.
“Non è una battaglia di campanile, ma di civiltà”
“Chi vive in Capitanata – afferma ancora Agnusdei – lo sa bene: non si tratta di un gioco di bandierine o di un richiamo al passato, ma di un tema cruciale per la giustizia, per la sicurezza e per la democrazia. La nostra è una battaglia di civiltà, non di campanile”.
Da qui l’appello all’unità della politica pugliese, al di là delle appartenenze: “Serve un’azione forte e trasversale. Il Parlamento può ancora intervenire: la riapertura del Tribunale di Lucera deve essere recuperata lungo l’iter legislativo. Ma occorre che l’intera classe politica pugliese si faccia carico di questa battaglia, a difesa di un territorio troppo spesso dimenticato”.













