La piaga dei furti d’auto in Italia non si arresta. Lo conferma il nuovo “Dossier sui furti di veicoli 2025” realizzato da LoJack Italia, che analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno relativi al 2024, integrandoli con fonti nazionali e internazionali. Come riportato dal Corriere della Sera, i numeri parlano chiaro: 136.201 veicoli rubati in un anno, di cui oltre 75.000 erano automobili, e soltanto il 45% è stato ritrovato. Un trend allarmante che interessa tutta la Penisola, ma che ha colpito in modo particolare la Puglia, dove si registrano alcuni dei dati più critici d’Italia.
La provincia BAT al primo posto per furti
Tra le zone più colpite emerge Barletta-Andria-Trani, con una media di 896,6 denunce ogni 100mila abitanti, che la pone al vertice della classifica nazionale per furti di autovetture. Al terzo posto c’è un’altra provincia pugliese, Foggia, con 639,6 denunce ogni 100mila abitanti, preceduta soltanto da Napoli. La situazione pugliese è quindi preoccupante e dimostra quanto sia vulnerabile il territorio rispetto a un fenomeno criminale sempre più diffuso e organizzato.
Un fenomeno sempre più diffuso e tecnologico
Il report di LoJack — società leader nel recupero dei veicoli rubati — evidenzia anche il cambio di strategia da parte dei ladri: non più solo auto di lusso nel mirino, ma anche utilitarie, Suv e veicoli commerciali. L’auto più rubata in assoluto è la Fiat Panda, seguita da Fiat 500, Lancia Ypsilon, Fiat Punto e Giulietta. Per quanto riguarda i Suv, dominano la Jeep Renegade e la Fiat 500X.
Una volta sottratti, molti veicoli vengono smontati entro 24 ore per alimentare il mercato illegale dei ricambi, con traffici che spesso conducono verso l’Est Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente.
Le cinque regioni più colpite
Il dossier rileva che Campania, Lazio, Sicilia, Puglia e Lombardia rappresentano da sole il 78% dei furti totali. Un dato che evidenzia una forte concentrazione del fenomeno nelle regioni del Sud e nelle grandi aree metropolitane, con un’evidente esposizione anche delle province pugliesi.
False sicurezze e nuove tecnologie
LoJack smonta anche alcuni falsi miti sulla sicurezza: i sistemi GPS, ad esempio, non garantiscono più l’efficacia del recupero, poiché spesso vengono neutralizzati. I dispositivi a radiofrequenza non intercettabile risultano invece più efficaci. Inoltre, i furti non avvengono solo di notte o in zone isolate: molti colpi vengono messi a segno in pieno giorno, in aree trafficate e persino in garage.
Verso un inasprimento delle pene
Il Corriere della Sera evidenzia che il problema ha raggiunto dimensioni tali da spingere il Parlamento a correre ai ripari. In Commissione Giustizia del Senato si stanno valutando proposte per inasprire le pene, eliminare le attenuanti per i recidivi e introdurre la confisca dei beni ai ricettatori. Attualmente il furto semplice è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, mentre il furto aggravato prevede pene fino a sei anni e una multa massima di 1.500 euro.
Emergenza Puglia: servono più controlli e investimenti
Alla luce di questi dati, la situazione in Puglia impone una riflessione urgente. Le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia sono oggi tra le più colpite d’Italia e la criminalità legata al furto di veicoli sembra essersi radicata profondamente. Un fenomeno che impone maggiori controlli, investimenti in sicurezza, ma anche nuove strategie preventive per proteggere i cittadini da un crimine sempre più evoluto e redditizio.










