Il caso che coinvolge la vicesindaca Lucia Aprile, esponente del Movimento 5 Stelle, vicesindaca e assessora all’Ambiente del Comune di Foggia, continua a scuotere l’amministrazione guidata da Maria Aida Episcopo. Dopo la rinuncia della cooperativa Servitalia – che ha sollevato dubbi sull’opportunità dell’affidamento diretto, considerando che tra le socie figura la gemella della vicesindaca – arrivano ora le durissime parole di Daria Cascarano, coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia.
Un affondo politico e morale che punta il dito direttamente contro la sindaca Episcopo, accusata di minimizzare la gravità della situazione, e contro il Movimento 5 Stelle, travolto da quello che all’interno viene ormai vissuto come un tradimento etico.
“Tradimento morale verso l’elettorato 5 Stelle”
“Lo sconcerto è tanto, la sindaca minimizza mentre la consigliera regionale Rosa Barone parla addirittura di una questione da sottoporre a Giuseppe Conte. Un partito che ha fatto dell’integrità e della trasparenza la sua bandiera – sottolinea Cascarano – si ritrova oggi spaccato, con attivisti indignati e dirigenti locali come Giovanni Quarato che condannano pubblicamente l’affidamento a Servitalia”.
“Il problema è morale prima ancora che amministrativo, e in questa fase non può essere liquidato con leggerezza. L’ipotesi di falso ideologico non è una sfumatura: è un sospetto serio, che ha indotto la cooperativa a rinunciare repentinamente all’appalto affidandosi a un noto penalista. Forse temono un’indagine della procura?”.
“La sindaca risponde su Facebook ma ignora il temporale”
Cascarano punta anche il dito contro la prima cittadina, accusandola di incapacità gestionale e di scarso senso politico: “La sindaca è tornata di corsa dalle vacanze solo per evitare le dimissioni della Aprile, ma poi è ripartita lasciando la città in piena tempesta. Il suo atteggiamento, spesso arrogante anche sui social, denota una mancanza di sensibilità politica ed etica, oltre a una totale assenza di visione”.
“Non basta dare la colpa all’equipaggio per evitare che la nave affondi – conclude Cascarano –. La responsabilità non può ricadere solo su Lucia Aprile. La sindaca deve assumersi le sue colpe per la tensione e il disordine istituzionale che regnano a Palazzo di Città”.










