È morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli Andrea, il bambino di appena sette anni trovato privo di sensi domenica mattina nella piscina principale del parco acquatico Splash. Le sue condizioni erano apparse subito disperate e nel pomeriggio di martedì 22 luglio i medici avevano avviato le procedure per la dichiarazione di morte cerebrale. Poche ore dopo è stato constatato il decesso. La Procura di Lecce ha disposto il sequestro della salma per i necessari accertamenti medico-legali.
Come riporta Repubblica Bari, il direttore sanitario Salvatore Garzia aveva già comunicato l’aggravarsi delle condizioni del bambino: “La situazione era già compromessa all’arrivo. Abbiamo incominciato il processo per la morte cerebrale, come previsto dalle procedure, con la nomina di un collegio di specialisti per monitorare l’assenza di attività cerebrale. Se confermata per sei ore, si procederà con la dichiarazione della morte clinica”.
Purtroppo, il quadro clinico è precipitato nel corso della giornata, impedendo anche eventuali approfondimenti diagnostici. Il piccolo, originario di Tricase, viveva con la famiglia in provincia di La Spezia ed era in vacanza in Salento. Domenica, la tragedia: il bambino si trovava nella piscina più grande del parco senza braccioli, non sapeva nuotare bene e, forse durante un gioco in apnea, ha perso conoscenza nell’acqua più profonda. A notarlo privo di sensi è stato il padre, che ha immediatamente dato l’allarme.
I bagnini lo hanno portato a riva e il personale del 118 ha tentato a lungo la rianimazione, riuscendo a far ripartire il battito. Ma il danno cerebrale era probabilmente già irreversibile.
Il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, ha espresso il cordoglio della città: “Siamo costernati ed esprimiamo vicinanza alla famiglia del bambino. Ringraziamo tutto il personale medico che ha già fatto un miracolo rianimando il suo cuore”. La comunità salentina ha seguito con apprensione l’evolversi della vicenda, sperando in un miracolo che, purtroppo, non è arrivato.
Sull’incidente indaga la Procura di Lecce. Il fascicolo, affidato alla pm Simona Rizzo, è al momento a carico di ignoti. Si ipotizza il reato di omicidio colposo, ma le indagini sono rese complicate dal silenzio dei presenti al momento dei fatti. La struttura non è dotata di telecamere di sorveglianza e le ricostruzioni restano frammentarie.










