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Home - Separazione delle carriere, ok dal Senato tra proteste e tensioni: la riforma della giustizia verso il referendum

Separazione delle carriere, ok dal Senato tra proteste e tensioni: la riforma della giustizia verso il referendum

Via libera con 106 voti favorevoli al disegno di legge costituzionale. L’opposizione attacca: “Falcone e Borsellino strumentalizzati, Costituzione capovolta”. Tajani: “Una giornata meravigliosa, Berlusconi ci guarda da lassù”

Di Redazione
22 Luglio 2025
in Cronaca
Carlo Nordio e Annamaria Fallucchi

Carlo Nordio e Annamaria Fallucchi

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La riforma della giustizia targata centrodestra supera un altro scoglio: con 106 voti favorevoli, 61 contrari e 11 astensioni, il Senato ha approvato il disegno di legge di revisione costituzionale che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Un provvedimento fortemente voluto dalla maggioranza e contestato con fermezza dalle opposizioni, che parlano di uno stravolgimento della giustizia e di un attacco al principio di indipendenza della magistratura.

Il testo tornerà ora alla Camera, dove era già stato votato lo scorso 16 gennaio, per poi tornare al Senato per l’approvazione definitiva, in vista del possibile referendum confermativo, come auspicato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, presente in aula durante la seduta: “È una materia così delicata e importante che va sottoposta al giudizio degli italiani”.

Proteste in aula: Falcone, Borsellino e la Costituzione capovolta

Al momento del voto, il clima si è surriscaldato. I senatori del Movimento 5 Stelle hanno esposto cartelli con i volti di Falcone e Borsellino, accusando il centrodestra di “usare in maniera impropria e offensiva” i due simboli dell’antimafia per giustificare una riforma che – denunciano – “mette il guinzaglio ai magistrati”.

Durissimo anche l’attacco del leader M5S Giuseppe Conte, che sui social ha accusato la maggioranza di voler “proteggere i politici e i potenti dai tribunali” e di portare avanti il “sogno di Licio Gelli e della P2”.

Cartelli anche dai banchi del Partito Democratico e di Alleanza Verdi Sinistra, che hanno mostrato la Costituzione italiana capovolta, gridando “vergogna” in aula. “Questa riforma – ha affermato il capogruppo dem Francesco Boccia – nasce da un’idea illiberale del potere, che non tollera contropoteri e non riconosce la giustizia come potere terzo. Il modello? Quello ungherese e polacco, o il trumpismo statunitense”.

Esulta la maggioranza: “È la giustizia liberale che vogliamo”

Di tutt’altro tono i commenti dei partiti di maggioranza. Forza Italia parla di “giornata meravigliosa” e il vicepremier Antonio Tajani ricorda Silvio Berlusconi, “che ha dedicato una parte importante della sua attività politica alla riforma della giustizia. Oggi – ha dichiarato – ci guarda da lassù, e vede che il suo progetto si realizza”.

Soddisfazione anche da Fratelli d’Italia, per voce del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro: “Prosegue la battaglia di civiltà per il giusto processo. Fratelli d’Italia mantiene gli impegni presi: avanti senza paura per una giustizia più giusta e davvero liberale”.

Fallucchi: “Giornata storica”

Esulta anche la parlamentare foggiana di Fratelli d’Italia, la senatrice Annamaria Fallucchi: “Giornata storica per l’Italia: dopo quello alla Camera, è arrivato oggi il primo sì del Senato alla riforma dell’ordinamento giudiziario voluta dal ministro Nordio. Quella sulla separazione delle carriere dei magistrati, che attua finalmente l’art. 111 della Costituzione garantendo che il giudice sia veramente terzo e imparziale, è una norma attesa da decenni.  Come avevamo promesso in campagna elettorale, stiamo radicalmente trasformando un sistema troppo spesso influenzato da correnti e interessi personali, per dare agli italiani una giustizia veramente giusta. Oggi si compie un passo fondamentale per fare la storia di questa Nazione”.

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Tags: Andrea DelmastroAntonio TajaniCarlo NordioCostituzione capovoltaFalcone e BorsellinoForza ItaliaFratelli d'ItaliaGiuseppe ConteM5Spdreferendum giustiziariforma giustiziaSenatoseparazione carriere magistratiSilvio Berlusconi
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