Dalle metafore ai ricordi personali. La vicesindaca Lucia Aprile deve dimettersi? Nessuno sembra volerlo dire esplicitamente ed è davvero difficile che accada per una eletta campionessa di consensi. Ma il malumore dopo il caso Servitalia ormai serpeggia nel movimento che ha fatto della trasparenza e dell’opportunità politica la sua bandiera stellata e specchiata.
L’ingegner Giovanni Quarato esponente di primo piano del Movimento 5 Stelle, ex candidato sindaco nel 2019 e poi presidente della Commissione Ambiente e Territorio con il secondo Landella e con il campo largo progressista di Maria Aida Episcopo non le manda a dire sui social. Per stimolare il dibattito della base ha affidato ai suoi amici e followers un ricordo dei tempi del magico Foggia Calcio degli anni sessanta e settanta. Pur avendo suo nonno come presidente non ha mai avuto sconti o privilegi, pagando sempre il biglietto. Altro che parenti&affini con affidamento diretti, sembra leggersi tra le righe.
Ecco il suo amarcord.
È passato un po’ di tempo, ero ragazzino, poco più di un bambino, andavo allo stadio con mio padre, erano i tempi della Unione Sportiva Foggia, dei Trentini, Cimenti, Colla, Pirazzini… mio padre fu fermato da un conoscente che gli ricordò dei tempi in cui suo padre (mio nonno) per un periodo era stato Presidente del Foggia.
Ascoltai attentamente e quando la conversazione finì, chiesi conferma ‘ma è vero che nonno è stato Presidente del Foggia’ dissi entusiasta, e, come ne ebbi conferma, spontaneamente dissi ‘che bello! Potevi andare gratis in tribuna per tutte le partite!’
Lui mi guardò severo e mi disse ‘no caro! Quando tuo nonno era presidente del Foggia, noi tutti pagavamo per vedere le partite, perché non si pensasse che volevamo approfittarne’…
Ecco! Io sono cresciuto con questi valori, che mi sono rimasti dentro e che la mia coscienza non riesce ad ignorare.
Ed è per questo che ho aderito al Movimento.










