Un affidamento diretto da oltre 136mila euro alla cooperativa Servitalia sta scuotendo il dibattito politico foggiano. Al centro delle polemiche la determina n. 1364 dell’8 luglio 2025, con cui l’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo ha assegnato alla cooperativa la fornitura e posa in opera di arredi urbani. I gruppi consiliari del centrodestra – Fratelli d’Italia, Forza Italia, lista civica Di Mauro Sindaco e Prima Foggia – denunciano anomalie nella procedura e presentano un’interpellanza urgente per chiedere spiegazioni formali alla giunta.
Secondo quanto segnalato dai consiglieri, Servitalia sarebbe una cooperativa di recente costituzione, priva di esperienze documentate nel settore e, al momento della scadenza dell’offerta, addirittura inattiva. Elemento ancora più controverso è la presenza tra i soci della sorella gemella dell’assessora all’ambiente Lucia Aprile, da cui deriverebbe un potenziale conflitto d’interessi.
L’attacco del centrodestra: “Altro che legalità, servono risposte”
Il centrodestra punta il dito contro la presunta incoerenza dell’amministrazione: “Chi si è presentato come paladino della trasparenza – dichiarano – oggi tace di fronte a una procedura opaca, con una sola offerta arrivata a pochi minuti dalla scadenza, inviti non chiariti e tempi sospetti nei controlli antimafia, attivati addirittura prima dell’invito alla cooperativa”.
Le opposizioni giudicano insufficiente anche la reazione dell’assessora Lucia Aprile, che aveva annunciato le dimissioni salvo poi congelarle in attesa di una “verifica interna”, definita dai consiglieri come “ambigua e senza contorni precisi”.
I punti dell’interpellanza urgente
L’interpellanza protocollata questa mattina chiede chiarimenti su:
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Le motivazioni dell’urgenza dell’affidamento;
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Le valutazioni tecnico-amministrative alla base della scelta di Servitalia;
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L’elenco degli operatori invitati e i criteri utilizzati;
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La tempistica dei controlli antimafia, avviati prima dell’invito alla cooperativa;
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Le verifiche sul conflitto d’interessi in relazione alla parentela con l’assessora;
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I dettagli della “verifica interna” annunciata: chi la sta conducendo, su quale mandato e con quali tempistiche.
Il centrodestra accusa il Campo Largo di contraddire i propri principi fondanti, invocando trasparenza e rigore solo a parole. “Quando si tratta di affidamenti e incarichi – si legge nella nota – parole e principi evaporano. La città ha diritto a sapere. La legalità non può essere selettiva né negoziabile”.










