Due bandi pubblicati, un piano triennale regionale che dimentica Foggia, una delibera comunale rimasta lettera morta e la netta sensazione che la città venga esclusa dai veri centri decisionali. È un vero j’accuse quello lanciato dal capogruppo di Italia del Meridione, Pasquale Cataneo, che torna a denunciare lo scarto evidente tra gli annunci e la realtà dei fatti sull’aeroporto Gino Lisa.
La Regione Puglia – evidenzia Cataneo – con il Piano Triennale dei Servizi 2024-2026 non solo non include Foggia tra gli scali passeggeri su cui garantire la “ridondanza modale” con collegamenti ferroviari e bus, ma privilegia Lecce, che non ha nemmeno un aeroporto. Eppure, sottolinea, “basterebbero appena 3,5 km per collegare il Gino Lisa alla nuova stazione AV, in linea con le direttive europee”.
La mano sinistra e la mano destra
Secondo il consigliere comunale, si assiste a una politica schizofrenica tra Bari e Foggia. Da un lato, la Regione con la delibera DGR 872/2025 mostra un disinteresse per il capoluogo dauno, dall’altro, Aeroporti di Puglia spa inserisce – per la prima volta – il Gino Lisa nel Contratto di Programma con ENAC, con il 22% dei 218 milioni di euro stanziati. Una cifra che sembrerebbe significativa, ma che in realtà – osserva Cataneo – “sono risorse già previste e mai spese in passato”. A confronto, Bari riceve il 30%, Brindisi il 25%, Taranto il 23%. “E Foggia? Ancora indietro, come nel 2015, quando nel Report ENAC le destinazioni pugliesi venivano così suddivise: 50% a Bari, 23% Brindisi, 22% Taranto e appena il 5% al nostro scalo”, ricorda Cataneo.
Giunta silente, Consiglio ignorato
Ma la vera accusa politica riguarda il silenzio del Comune. A distanza di oltre un anno dalla Delibera n. 151/2024, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, la Giunta non ha ancora trasmesso alcuna informativa ufficiale sulle azioni intraprese per dare attuazione agli indirizzi approvati. “Non si conoscono aggiornamenti sulla caserma dei vigili del fuoco, sulla continuità territoriale, sulla messa in sicurezza stradale o sulla definizione urbanistica della zona aeroportuale. Né si sa che fine abbia fatto l’opera d’arte Il Volo”, denuncia il consigliere.
L’atto consiliare – elaborato dopo audizioni con associazioni, comitati e sindacati – chiedeva interventi precisi: dalla rimozione degli ostacoli sulla pista all’interlocuzione con ANAS per la realizzazione di un sottopasso ispirato al modello di Forlì. Nulla, finora, è stato comunicato al Consiglio.
L’affondo finale: “Altro che riequilibrio, il divario cresce”
Cataneo definisce “figurativo” il presunto riequilibrio nei finanziamenti: “Il Contratto di Programma non colma il divario ventennale ma lo allarga. Eppure c’è chi, ignorando i dati, festeggia pure”. L’esponente di IdM chiede che la Giunta venga subito in aula, per riferire pubblicamente sulle azioni intraprese.
Nel frattempo, solo la Camera di Commercio – aggiunge – sembra aver assunto un ruolo attivo, lavorando per l’internazionalizzazione dello scalo. Il Comune, invece, viene “trascinato”, mentre su altri tavoli istituzionali non si ha notizia di alcun impegno. “I cittadini e i sistemi produttivi foggiani hanno diritto agli stessi servizi, investimenti e collegamenti aerei di Bari, Brindisi e Taranto – conclude Cataneo –. Ma per ora, come si apprende, #nonètuttaunaltrastoria”.










