Bocche cucite nel Movimento 5 Stelle sul presunto scandalo che ha coinvolto la vicesindaca di Foggia e assessora all’Ambiente Lucia Aprile. Sono ormai in tanti a chiederne le dimissioni dopo l’aggiudicazione di un appalto da circa 150mila euro (iva inclusa) per lavori di arredo urbano alla cooperativa in cui è socia anche la sorella gemella di Aprile. Una cooperativa che si era costituita pochissime settimane prima.
La vicesindaca in una nota assai chiacchierata sostiene di non sapere nulla della procedura ad inviti che ha portato all’aggiudicazione. E ha deciso di giocare la carta secondo cui un pubblico amministratore non deve intromettersi nelle procedure dirigenziali, secondo quanto statuito dalla legge Bassanini, con la sua precisa distinzione fra i poteri di indirizzo affidati alla Giunta e i poteri fattuali assegnati alla tecnostruttura.
Che i parenti della vicesindaca abbiano attività che vivono anche di spesa pubblica è noto da tempo. Prima le casette del mercatino di Natale organizzate ad un maggior costo rispetto ad un competitor siciliano dal fratello dell’assessora, poi gli arredi. Da mesi Aprile è nel mirino delle opposizioni e di diversi ex pentastellati, anche per le varie questioni che attanagliano Amiu Puglia e per una gestione del verde pubblico assai discutibile.
Fonti di vertice del partito di Giuseppe Conte fanno sapere dell’avvio di una indagine interna agli uffici per capire cosa sia successo nell’assegnazione. L’assessora proveniente dal mondo della cittadinanza attiva ed ex presidente del Comitato civico La società civile vuole capire dagli uffici – spiegano i pentastellati – come sia avvenuta la procedura per dimostrare la sua estraneità.
Come se bastasse l’estraneità per non creare un traffico di influenza o una asimmetria informativa nella gestione della cosa pubblica, bisbigliano i più malevoli.
Il M5S ad ogni modo la prossima settimana, dopo aver atteso il rientro di chi è fuori per weekend balneari, sicuramente si riunirà per discutere del caso. Falchi e colombe decideranno il da farsi. Le dimissioni sembrano una strada molto ardua, se si considera che Aprile era una eletta e campionessa di consensi. Tuttavia le regole non scritte del M5S impongono chiarezza. Per chiunque altro i grillini della prima ora avrebbero preteso un ritiro immediato dalla Giunta.
Intanto il coordinatore provinciale Mario Furore al momento ha deciso di non rilasciare dichiarazioni. Preferirebbe infatti prima incontrare Aprile.










