Quelle fiamme, visibili da ogni angolo della città, non hanno solo divorato vegetazione e habitat. Hanno colpito i ricordi, la bellezza, la speranza. È durissima la presa di posizione di Libera Foggia dopo l’incendio che ha devastato circa 800 ettari dell’Oasi Lago Salso, uno dei cuori verdi più preziosi e fragili della Riviera Sud di Manfredonia. Un’area umida di valore nazionale, rifugio di fenicotteri, cicogne e centinaia di altre specie, ridotta in cenere da un atto che l’associazione definisce “criminale e simbolico”.
“Un attacco contro la comunità intera”
Nel lungo messaggio diffuso da Libera, si parla senza mezzi termini di un incendio doloso, messo a segno da chi “non vuole crescita e sviluppo per questo territorio” e da chi, si legge, “preferisce distruggere bellezza pur di provare a dare un segnale di forza”. Un riferimento diretto alle recenti attività investigative che hanno colpito la criminalità organizzata sul territorio, e che potrebbero aver innescato una violenta reazione.
“La colonna di fumo visibile ovunque – scrive Libera – è il simbolo dell’odio verso la popolazione, verso il territorio e verso la natura stessa. Un simbolo che diventa ferita collettiva per Manfredonia e per tutta la Capitanata”.
La memoria bruciata insieme alla natura
L’Oasi non è solo un patrimonio naturalistico. È parte dell’identità di intere generazioni di cittadini. “Ogni manfredoniano e ogni foggiano – prosegue Libera – ha ricordi legati a quei luoghi. Distruggere quell’oasi significa cancellare la memoria collettiva e colpire ciò che unisce una comunità”. Una comunità che ora si ritrova più fragile, ma anche più determinata.
“Abbiamo fame di giustizia e verità”
Dopo le parole di solidarietà per le istituzioni, le forze dell’ordine e i volontari impegnati nella gestione dell’emergenza, il messaggio di Libera diventa appello: “Non resteremo a guardare. La comunità ha voglia di riscatto, ha fame di giustizia e verità. Ora più che mai servono risposte chiare. Chiediamo azioni concrete a chi è rimasto in silenzio per troppo tempo”.
“Difendere l’ambiente è difendere il bene comune”
Il post si chiude con un invito collettivo alla responsabilità, al “fare la propria parte con gesti autentici in difesa del bene comune. Quel bene che ci rende comunità e che troppe volte è stato ferito dalla criminalità”.
Per Libera Foggia, la bellezza di un territorio può e deve tornare a essere il motore di giustizia sociale e rinascita. Ma per farlo, serve uno scatto in avanti da parte di tutti: cittadini, istituzioni, mondo politico e associativo. Perché l’Oasi forse non tornerà com’era, ma il suo spirito può ancora diventare bandiera di una nuova resistenza civile e ambientale.











