Il vertice di centrodestra andato in scena a Palazzo Chigi non è bastato a sciogliere i nodi sulle candidature per le prossime elezioni Regionali. Un’ora e mezza di confronto tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi non ha prodotto l’intesa attesa, rinviando di fatto ogni decisione a lunedì prossimo. Nessuna rinuncia sul tavolo, e anzi, secondo indiscrezioni parlamentari, Meloni avrebbe messo le cose in chiaro: “O troviamo un accordo, o decido io”.
Nel frattempo, tra i vari dossier aperti, la Puglia torna a occupare una posizione centrale. In pole c’è Mauro D’Attis, esponente pugliese di Forza Italia, nome che circola da settimane ma che potrà essere ufficializzato solo all’interno di un’intesa più ampia.
Puglia: l’azzurro D’Attis in prima fila, ma serve l’accordo complessivo
Il nome di D’Attis è ben visto soprattutto all’interno di Forza Italia, che punta a rafforzare il proprio ruolo nelle scelte regionali dopo le Europee. Ma la partita pugliese è legata a doppio filo agli sviluppi su altri fronti, in particolare in Veneto, dove il braccio di ferro tra Fratelli d’Italia e Lega si fa sempre più duro.
Il timore degli azzurri è che l’investitura di Edmondo Cirielli in Campania da parte di FdI – ipotesi ritenuta concreta – possa spingere a un riequilibrio con un candidato FI in Puglia. Tuttavia, anche su questo la cautela è d’obbligo: prima di sbloccare i nomi nelle regioni minori, i vertici della coalizione vogliono chiudere i conti sulle piazze più delicate.
Il nodo Veneto frena le decisioni
Proprio il Veneto si conferma come la casella più difficile da incastrare. Forza Italia ha proposto Flavio Tosi, ma il duello si gioca soprattutto tra FdI – che potrebbe proporre i senatori Raffaele Speranzon o Luca De Carlo – e la Lega, che rivendica la continuità con il governatore Luca Zaia attraverso il nome di Alberto Stefani.
Zaia, che non potrà ricandidarsi, resta comunque protagonista della partita: secondo alcuni retroscena non smentiti, Salvini avrebbe proposto per lui un ingresso al governo, magari nel caso in cui Matteo Piantedosi fosse candidato in Campania. Un’ipotesi per ora solo suggestiva, ma che potrebbe agevolare una mediazione.
Toscana e Marche verso la conferma, dazi Usa-Ue sullo sfondo
Intanto altri tasselli sembrano più definiti. In Toscana prende corpo la candidatura del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi (FdI), mentre nelle Marche Francesco Acquaroli punta al bis. Ma finché non si chiude il quadro generale, anche queste conferme restano in stand-by.
Il vertice di ieri ha toccato anche dossier internazionali. Tajani, reduce da Washington, ha riferito delle tensioni tra Usa e Ue sui dazi e ha chiesto un intervento della BCE sul cambio euro-dollaro. Da Palazzo Chigi è arrivata l’assicurazione che l’Italia non acquisterà armi americane da girare all’Ucraina, limitandosi alla logistica.
Riforma della giustizia: il governo accelera
Sul fronte interno, il governo ha dato mandato alla maggioranza di accelerare sulla separazione delle carriere dei magistrati. Obiettivo: approvazione entro novembre per arrivare al referendum costituzionale già tra febbraio e primavera prossima.
Nel frattempo, la partita delle Regionali resta tutta aperta. E in Puglia, il nome di D’Attis guadagna terreno. Ma prima che la sua candidatura venga ufficializzata, serve chiudere il dossier Veneto. Senza un accordo, come ha chiarito Meloni, sarà lei a scegliere.











