Un’ondata di gioia ha investito Faeto, il borgo più alto di Puglia incastonato tra i Monti Dauni, dove dall’inizio del 2025 sono nati ben 12 bambini. Un evento eccezionale per una comunità che conta poco più di 500 abitanti, e che ora guarda al futuro con occhi nuovi e un entusiasmo che non si vedeva da tempo.
I nomi della speranza
Danae, Concetta, Gaia, Isabella, Giovanni, Ginevra, Michele, Giuseppe, Tommaso, Arianna, Susanna e Chiara: sono questi i nomi dei piccoli protagonisti di una stagione che in paese ha il sapore della rinascita. Non è soltanto un dato anagrafico, ma una vera e propria inversione di tendenza, in un territorio che, come molti altri dell’entroterra, negli ultimi decenni ha fatto i conti con lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione.
E le sorprese non sono finite. Secondo le previsioni dell’ufficio anagrafe, entro la fine dell’anno sono attese altre nascite. Il 2025 potrebbe così diventare, a tutti gli effetti, l’anno più prolifico nella storia recente di Faeto.
La soddisfazione del sindaco Michele Pavia
A parlare a nome di tutta la comunità è il sindaco Michele Pavia, che non nasconde la commozione: “Non è solo un boom di nascite, è un segno concreto che Faeto ha un futuro. In tempi in cui molti borghi si spopolano, noi assistiamo a una piccola rivoluzione fatta di culle, famiglie giovani e sorrisi”.
L’amministrazione comunale ha già annunciato l’intenzione di rafforzare i servizi destinati ai più piccoli. “Siamo al lavoro per potenziare l’offerta dell’asilo, creare nuovi spazi per le famiglie e immaginare un paese a misura di bambino. La vita ha deciso di restare qui, e noi vogliamo accoglierla con tutti gli strumenti possibili”, ha aggiunto il primo cittadino.
Un messaggio ai borghi dell’Appennino
Il fenomeno non è passato inosservato. Anche altri piccoli comuni montani del Meridione stanno guardando a Faeto come a un simbolo di possibile rinascita. Il borgo, noto per la sua antica lingua francoprovenzale e per la sua storia secolare, sta ora scrivendo una nuova pagina fatta di giovani genitori, nuove famiglie e, soprattutto, bambini.
In un contesto nazionale in cui il calo demografico preoccupa sempre di più, la storia di Faeto appare come un segnale di speranza per l’Italia dei piccoli paesi, per quei luoghi che sembravano destinati a spegnersi lentamente e che invece stanno riscoprendo una nuova vitalità.
Quando il futuro si fa sentire
Il suono delle campane si mescola oggi alle risate dei più piccoli. Le vie strette, le case in pietra e la quiete dell’altopiano sono tornati a riempirsi di voci, di passeggini e di giochi. È il segnale più bello per un borgo di montagna: la vita ha scelto di restare. E a Faeto, tra i tetti che sfiorano il cielo, il futuro ha già un volto.












