La minaccia di maltempo non ha fermato la tradizionale Festa del Vino andata in scena domenica nel paese del Rosone con variegati percorsi enogastronomici che hanno coinvolto migliaia di visitatori e decine di cantine e attività produttive enogastronomiche locali.
Al centro della manifestazione anche il 24esimo Convegno regionale sull’Uva di Troia, dal ricco partner tecnico e istituzionale riunito per l’occasione dal Consorzio Nero di Troia Tavoliere delle Puglie (che annovera 54 produttori operanti in Capitanata e nel nord della Bat) e da Confcooperative, organizzatori dell’iniziativa.
A tenere banco durante il Convegno è stata anche la recente adesione del Comune di Troia alla rete nazionale Città del Vino: obiettivo programmatico centrato dall’amministrazione Caserta ad un anno dal suo insediamento, con cui il paese del Rosone ora entra a far parte di una rete di oltre 500 comuni e altri enti istituzionali italiani che puntano alla valorizzazione del proprio territorio e della propria enologia. “Un percorso lungo ma stimolante – come ha spiegato l’assessore comunale al Bilancio, Eleuterio Lizzi -, il cui obiettivo sarà valorizzare le aziende vinicole del nostro territorio, rilanciando l’importanza del vitigno Nero di Troia e avviando con i produttori locali del settore un lavoro di concertazione per i prossimi step da percorrere: dobbiamo rendere visibile questo vino in città – ha sottolineato Lizzi – attraverso la presenza di cartellonistica ad hoc ma anche con quanta più presenza fisica del prodotto Nero di Troia presso le nostre attività commerciali, che coinvolgeremo in questo cammino insieme alle associazioni di categoria, in primis il Consorzio Nero di Troia Tavoliere delle Puglie; a Confcooperative; al Museo della Civiltà Contadina e alla Proloco, realtà molto attive a Troia. Stiamo già pensando ad alcune iniziative specifiche per promuovere l’enoturismo nel nostro paese: tra esse, una grossa manifestazione a tema vini rosati che prevediamo di realizzare in autunno”, ha infine annunciato l’assessore che, insieme al consigliere di maggioranza Antonio Cibelli, ha curato con successo la pratica per l’adesione del Comune di Troia alla rete Città del Vino.
Soddisfazione anche per il sindaco Caserta: “La nostra amministrazione starà sempre al fianco delle realtà e delle eccellenze che producono reddito sul nostro territorio. L’ingresso del nostro paese nella rete Città del Vino è un importante risultato raggiunto insieme a produttori vitivinicoli e cantine locali: insieme vogliamo rilanciare il vitigno Nero di Troia per sviluppare nel migliore dei modi il comparto enologico territoriale. Penso – ha chiosato – che molto del futuro turistico, economico e culturale del nostro paese passi proprio attraverso la capacità e l’abilità che avremo di associare sempre di più il nome della nostra città a quello del vitigno Nero di Troia”.
Il cui comparto, attualmente, è sempre più lanciato nella promozione e commercializzazione del prodotto anche in Europa e in Oriente (soprattutto in Cina e in Giappone), come testimoniato dalle cantine presenti alla manifestazione e anche dal Gal Meridaunia, che negli ultimi tempi ha promosso Oltralpe il Nero di Troia grazie ad un bando comunitario.
Tra gli orizzonti vincenti del Nero di Troia anche la sua spumantizzazione, che sta riguardando con successo l’attività produttiva di diverse cantine del territorio, tanto che il presidente della Camera di Commercio di Foggia, Pino Di Carlo, ha annunciato sul palco del Convegno: “Nel giro di breve tempo questo territorio potrà salutare la nascita di un Consorzio di Bollicine Metodo Classico, rigorosamente da Nero di Troia e da Bombino, che diventerà un brand, sul modello Franciacorta, da portare in tutto il mondo”.
Identità, comunità, aggregazione, innovazione, internazionalizzazione: sono le parole d’ordine che hanno caratterizzato quest’edizione della Festa del Vino e del suo 24esimo Convegno regionale sull’Uva di Troia, cui ha partecipato in veste di narratore anche Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico tra i più seguiti a livello nazionale e internazionale. “L’enoturismo di successo – ha detto – non è fatto di spiegazioni tecniche sul vino prodotto, che annoiano i clienti; bensì del racconto di un territorio, delle sue tradizioni, della sua storia e del suo paesaggio proprio partendo dal vino. Il Nero di Troia, insieme a Primitivo e Negramaro, appartiene al ‘tridente rosso’ della Puglia: è un vino versatile, ma soprattutto territoriale, mediterraneo e attualmente pieno di gioventù a lavorarvi nella produzione. Ciò significa – ha continuato il noto critico di settore – che questo vitigno può avere un grande futuro. Ma per operazioni di brandizzazione di successo in stile Chianti, il Nero di Troia ha bisogno che l’intero territorio e tutti i suoi produttori uniscano le forze con l’obiettivo di fungere da grande leva propulsiva”.
A cornice della manifestazione, le note di diversi artisti di strada che hanno arricchito i percorsi enogastronomici proposti per le vie e le piazze di Troia.
Ma soprattutto la performance musicale di Mary Grace e del suo trio, che hanno aperto il convegno con brani della tradizione jazz e pop e versi musicati a tema tratti da Neruda e Boudelaire; con l’aggiunta, inoltre, di riferimenti al cosiddetto “effetto Mozart” (per spiegare il forte nesso esistente tra vino, musica e uomo), ossia la stimolazione temporanea delle capacità cognitive nell’uomo e delle biomolecole negli alimenti data dalle vibrazioni sonore a contatto con i composti organici.












